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eternitfebbraioPrescritto ancora prima del rinvio a giudizio di Schmideiny. Aggiunta una nuova pagina al processo Eternit, anzi 146. E sono quelle in cui la Corte di Cassazione ha illustrato le motivazioni che hanno portato alla cancellazione, a novembre, del disastro ambientale e del risarcimento per i familiari delle vittime.

Tutto per un errore di imputazione. Secondo la Suprema Corte infatti il processo Eternit è partito già con un'imputazione sbagliata e non poteva che concludersi in questo modo, con un colpo di spugna su condanne e risarcimento.

LA VICENDA - Per i giudici della Cassazione il processo era prescritto prima ancora del rinvio a giudizio dell'imputato, l'imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny avvenuta nel 2009. Considerando la data del 1993, anno in cui venne acclarato l'effetto nocivo delle polveri di amianto e in cui ne venne proibita la lavorazione, fino al 2009 sono trascorsi più dei 15 anni previsti per “la maturazione della prescrizione in base alla legge 251 del 2005”.

Bisogna poi aspettare il 2012 per la condanna a 16 anni di Stephan Schmidheiny e di Louis De Cartier De Marchienne, ex vertici della multinazionale dell'amianto, con l'accusa di disastro ambientale doloso e omissione volontaria delle cautele antinfortunistiche per gli stabilimenti di Casale Monferrato e Cavagnolo.

Un anno e mezzo dopo arriva anche il secondo grado di giudizio, con la condanna in appello per Schmidheiny che passa da 16 a 18 anni, con un risarcimento di circa 3.000 parti civili. All'epoca De Marchienne era già morto.

Ma è un nulla di fatto. A novembre del 2014 si apre un nuovo capitolo della vicenda, le cui motivazioni sono appena state rese note. La Cassazione prescrive il reato di disastro ambientale annullando i risarcimenti per le vittime:

“Per effetto della constatazione della prescrizione del reato, intervenuta anteriormente alla sentenza di I grado cadono tutte le questioni sostanziali concernenti gli interessi civili e il risarcimento dei danni” spiega la Corte. “Il Tribunale ha confuso la permanenza del reato con la permanenza degli effetti del reato, la Corte di Appello ha inopinatamente aggiunto all'evento costitutivo del disastro eventi rispetto ad esso estranei ed ulteriori, quali quelli delle malattie e delle morti, costitutivi semmai di differenti delitti di lesioni e di omicidio” conclude.

Ingiustizia è fatta.

Francesca Mancuso

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