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gasdottoepaIl calo dei prezzi del petrolio ha cambiato la redditività economica del gasdotto KeystoneXL. Ciò significa che il progetto comporterebbe un inquinamento da carbonio molto più elevato. A lanciare l'allarme è la Environmental Protection Agency (EPA) che ieri ha inviato una lettera al Dipartimento di Stato Usa.

Proprio nei giorni scorsi, il Senato americano ha dato il proprio ok alla nuova fase del gasdotto. Il Dipartimento di Stato sta esaminando la legislazione del gasdotto da più di sei anni e prevede di terminare la sua seconda revisione nel giro di qualche settimana. Allora Obama dovrà prendere in considerazione le raccomandazioni del Dipartimento prima di decidere sul gasdotto.

In una lettera al Dipartimento di Stato, l'EPA ha rivelato che il recente calo dei prezzi del petrolio ha fatto sì che Keystone Xl potrebbe davvero promuovere una ulteriore espansione delle sabbie bituminose in Alberta, scatenando più emissioni di gas serra e l'aggravarsi dei cambiamenti climatici.

L'analisi dell'Epa sulla questione del cambiamento climatico ha chiarito che le sabbie bituminose hanno emissioni di gas a effetto serra molto più elevate del ciclo di vita di altri greggi. Nota come “The Final SEIS”, la ricerca sostiene che le emissioni di gas a effetto serra del ciclo di vita di sviluppo e dell'uso di sabbie bituminose del greggio siano circa il 17% maggiori rispetto al petrolio greggio raffinato negli Stati Uniti.

Le ipotesi della revisione del Dipartimento di Stato non son poi così salde secondo l'EPA. E il calo dei prezzi del petrolio ha fatto sì che i produttori debbano pagare costi meno elevati del trasporto su rotaia. “Data la recente variabilità dei prezzi del petrolio, è importante rivedere queste conclusioni” spiega l'EPA.

L'Agenzia ha anche sollevato questioni sulla revisione del Dipartimento di Stato di percorsi alternativi al Keystone XL. Il gasdotto attraversa tre stati, e ha incontrato l'opposizione legale da proprietari terrieri in Nebraska. L'ultima scoperta dell'Epa potrebbe dunque offrire a Obama basi più solide per respingere il gasdotto, pochi giorni dopo che il Senato ha votato per forzare l'approvazione del progetto.

Francesca Mancuso

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