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ilva 250x166 24Il Tribunale civile di Taranto si è pronunciato con una sentenza che potrebbe condizionare nettamente il futuro dell’Ilva e la posizione della società in altri procedimenti giudiziari aperti a suo carico.

LA SENTENZA – La sentenza è legata ad una causa i Riva. La società, per il Tribunale, non è responsabile per danni aperta dai famigliari di un operaio deceduto per cancro. Ebbene, nessuna responsabilità per quanto accaduto prima del 1995 e nessuna responsabilità per la Riva Fire, che controlla l’Ilva. Il protagonista della vicenda è un operaio di Taranto, lavoratore all’Ilva quando era appunto dell’Iri.

Il suo lavoro si snodava tra cokeria e parchi minerali, nel centro dell’inquinamento. Grazie alla legge amianto è andato in pensione nel 1991, poi 21 anni dopo muore di cancro al polmone. Da qui la richiesta di risarcimento di 980mila euro, a cui i familiari hanno aggiunto anche il rischio alla salute manifestatosi nel ventennio di pensione come semplice cittadino di Taranto. Ma alla fine il Tribunale dice no. Anzi, la dovrà risarcire 20mila euro a Ilva e Riva Fire per le spese legali sostenute.

IL RIBALTAMENTOPerché tanto stupore? Perché tutto il processo pensale e i vari sequestri di beni si basano proprio su queste responsabilità. Per il Tribunale è però più rilevante il fatto che l’operaio abbia svolto il proprio lavoro nel periodo in cui la società era nelle mani dell’Iri. Il problema è cosa accadrà ora, visto che questa sentenza potrebbe funzionare da precedente negli altri casi pendenti, sia in sede civile che penale. Vale anche per la considerazione riservata alla capogruppo Riva Fire: “estranea alla diretta gestione del locale stabilimento siderurgico”. E questo vuol dire che la società potrebbe essere considerata non responsabile in sentenze come quella legata alla richiesta di risarcimento - circa 3 miliardi – avanzata da Comune e Provincia di Taranto.

IL FUTURO DI TARANTO – Dall’assemblea del Pd, intanto, il premier Matteo Renzi ha parlato del futuro della città pugliese. Non soltanto di Ilva, quindi, per la quale la prossima settimana pare sarà scritto un nuovo decreto che includerà però indicazioni anche sulle sorti del porto di Taranto e sui poli culturali, in primis il Museo archeologico MarTa. Tutto questo mentre dal punto di vista finanziario l’Ilva dovrebbe passare ad un azionariato misto pubblico privato: Fondo strategico italiano della Cassa depositi e prestiti e ArcelorMitttal Marcegaglia.

Anna Tita Gallo

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