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climate change 000001I cambiamenti climatici spiegati dagli scienziati: i ricercatori della Royal Society e della US National Academy of Science hanno realizzato una guida di facile consultazione per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema del riscaldamento terrestre e diffondere prove ed evidenze scientifiche in materia.

La guida, dal titolo Climate Change: Evidence and Causes, è composta da 20 domande e risposte che affrontano con parole semplici e in modo abbastanza sintetico e divulgativo gli argomenti che vengono generalmente utilizzati per contestare la realtà del cambiamento climatico e del riscaldamento globale.

Come ha spiegato Paul Nurse, Presidente della Royal Society, la guida "è strutturata per permettervi, la prossima volta che incontrerete qualcuno che esprime pareri estremi sui cambiamenti climatici, di avere a portata di mano i dati scientifici che vi consentiranno di correggerlo educatamente."

Ecco le 20 domande, seguite dalle rispettive risposte, pensate per smentire sia chi sostiene che i cambiamenti climatici non sono un problema, sia chi agita lo spettro di una catastrofe imminente:

1. Il clima si sta scaldando?

Si. La temperatura della superficie terrestre è aumentata di 0,8° C rispetto al 1900 e l'incremento è stato via via più marcato a partire dalla metà degli Anni Settanta. Il riscaldamento globale è inoltre provato in modo incontrovertibile da una miriade di altri fattori, quali l'aumento della temperatura degli Oceani e la riduzione dei ghiacci dell'Artico.

2. Come fanno gli scienziati ad essere certi che il riscaldamento globale dipenda dalle attività umane?

La certezza viene dall'applicazione di nozioni base di fisica, dall'analisi di modelli, dal loro confronto con osservazioni sul campo e dall'esame dell'andamento del clima e delle sue variazioni sia in presenza di attività umane che in assenza di esse

3. La CO2 è presente naturalmente nell'atmosfera: perché le emissioni di matrice umana sarebbero significative?

Le attività umane hanno interferito con il ciclo naturale dell'anidride carbonica. In natura, la CO2 viene scambiata continuamente tra atmosfera, mondo vegetale e mondo animale attraverso fotosintesi, respirazione e decomposizione, e tra atmosfera e oceani attraverso lo scambio di gas. Nel 2012, i livelli di anidride carbonica in atmosfera erano il 40% più alti rispetto al XIX secolo e l'aumento più netto si è avuto a partire dalla metà degli Anni Settanta del Novecento, proprio in concomitanza con l'accelerazione di deforestazione e consumo di combustibili fossili. Queste due pratiche hanno fanno sì che la CO2 immessa nell'atmosfera vi si accumuli, perché il ciclo naturale dell'anidride carbonica è troppo lento per poter riportare la situazione in equilibrio.

4. Qual è il ruolo giocato dal sole nel riscaldamento globale nel corso delle ultime decadi?

Sebbene il sole sia fondamentale per il sistema climatico terrestre, non ha avuto alcun ruolo nel surriscaldamento del Pianeta: le misurazioni satellitari realizzate a partire dalla fine degli Anni Settanta mostrano che non ci sono state variazioni significative nel suo output di energia.

5. Cosa ci dicono riguardo alle cause del cambiamento climatico i mutamenti nella struttura verticale della temperatura atmosferica (dalla superficie alla stratosfera)?

Il riscaldamento nella parte bassa dell'atmosfera, che avviene mentre quella alta si raffredda, non è spiegabile a partire da soli fattori naturali e ha aiutato gli scienziati a delineare il ruolo giocato dalle attività umane nell'alterare il clima.

6. Il clima è sempre cambiato. Perché ciò costituirebbe un problema oggi?

Tutti i cambiamenti collegati al clima, anche quelli naturali, sono dirompenti: i mutamenti verificatisi in passato hanno determinato l'estinzione di alcune specie viventi, migrazioni di intere popolazioni e alterazioni notevoli alla superficie terrestre e alla circolazione degli oceani. Tuttavia, a causa dell'interferenza umana, oggi il clima sta cambiando ad un ritmo molto più elevato che in qualsiasi evento del passato: ciò significa che per gli esseri umani sarà molto più difficile adattarsi alla situazione.

7. L'attuale concentrazione di CO2 nell'atmosfera ha precedenti nel corso della storia?

Non ha precedenti negli ultimi milioni di anni, quelli caratterizzati dalla comparsa e dall'evoluzione della specie umana. La concentrazione di CO2 era probabilmente più alta in un tempo ancora precedente: un'epoca lontanissima in cui, secondo le analisi paleoclimatiche e l'esame di alcuni reperti geologici, anche la temperatura e il livello dei mari erano più elevati.

8. Esiste un punto a partire dal quale aggiungere più CO2 in atmosfera non causi più il riscaldamento?

No, più si aggiunge CO2 all'atmosfera e più la temperatura della superficie terrestre continuerà a salire.

9. L'andamento del riscaldamento terrestre varia di decade in decade?

Sì, ci sono variazioni annuali, decennali e altre su base geografica: si tratta di mutamenti sul breve periodo, generalmente determinati da cause naturali, e che non contraddicono in alcun modo la realtà del cambiamento climatico sul lungo periodo, legato alle attività umane e all'emissione di gas serra.

10. Il recente rallentamento del riscaldamento terrestre significa che il cambiamento climatico si è fermato?

No. Basti pensare che, nonostante il riscaldamento globale abbia avuto un andamento più lento negli Anni Duemila rispetto agli Anni Novanta, i primi sono comunque stati più caldi dei secondi. Accelerazioni e rallentamenti nel riscaldamento avvengono naturalmente nell'ambito del sistema climatico, e non inficiano la realtà antropica del cambiamento climatico.

11. Se il mondo si sta riscaldando, perché si verificano delle estati e degli inverni molto freddi?

Il riscaldamento globale è un trend che riguarda il lungo periodo e non esclude la possibilità che un anno sia più freddo del precedente.

12. Perché il ghiaccio dell'Artico si riduce e quello dell'Antartico no?

L'estensione dei ghiacci è soggetta all'influenza di fattori quali i venti, le correnti oceaniche e la temperatura. I ghiacci dell'Artico (che dal 1978, anno di inizio del monitoraggio satellitare, sono diminuiti del 40%) sembrano rispondere direttamente alle variazioni di temperatura, mentre sui giacchi dell'Antartico sembrano esercitare un'influenza maggiore venti e correnti oceaniche.

13. Qual è l'influenza dei cambiamenti climatici sulla forza e sulla frequenza di fenomeni quali siccità, uragani e trombe d'aria?

La parte bassa dell'atmosfera terrestre sta diventando più calda e umida a causa delle emissioni di gas serra, una situazione che può favorire la genesi di tempeste violente e di altri fenomeni meteorologici estremi. Coerentemente con le aspettative, piogge e nevicate più intense (da cui deriva il rischio di inondazioni) stanno diventando più frequenti, così come le ondate di calore. I trend per quanto riguarda l'intensità delle precipitazioni variano su base geografica: i cambiamenti più evidenti hanno interessato il Nord America e alcune aree dell'Europa.

14. A quale ritmo si verifica l'innalzamento del livello dei mari?

Le misurazioni relative alle maree e le osservazioni satellitari rivelano che, negli ultimi due decenni, il livello delle acque è aumentato al ritmo di 3,2 mm all'anno. Dal 1901 ad oggi le acque dei mari si sono innalzate di 20 cm.

15. Cos'è l'acidificazione degli oceani, e perché è importante?

A causa dell'aumento della quantità di CO2, l'equilibrio chimico delle acque marine si è sbilanciato verso un Ph più basso e quindi verso una maggiore acidità. Alcuni organismi marini (come i coralli e i molluschi) sono dotati gusci in carbonato di calcio, che quindi si dissolvono più rapidamente in una sostanza acida. La progressiva acidificazione delle acque degli oceani compromette pertanto la loro esistenza e gli equilibri degli ecosistemi marini.

16. Gli scienziati sono davvero certi che la Terra si riscalderà ancora nei decenni a venire?

Sì. Se le emissioni continueranno al ritmo odierno, senza cambiamenti di rotta dovuti alla tecnologia o all'introduzione di nuove regole, entro la fine del secolo la Terra andrà incontro ad un riscaldamento ulteriore, stimato tra i 2,6° C e i 4,8°C.

17. I cambiamenti climatici sono preoccupanti anche se la variazione di temperatura è di pochi gradi?

Sì. Basti pensare che, durante l'ultima era glaciale, la temperatura globale era più bassa di soli 4-5° C rispetto all'era odierna: ciò significa che anche un cambiamento minimo può comportare mutamenti enormi a livello regionale.

18. Cosa stanno facendo gli scienziati per comprendere meglio il funzionamento del sistema climatico?

La scienza è un processo continuo di osservazione, comprensione, realizzazione di modelli, esperimenti e previsioni. Le previsioni che riguardano la correlazione tra riscaldamento globale ed emissioni di gas serra e i trend sul lungo periodo sono state confermate da una robusta serie di evidenze scientifiche. Detto questo, ci sono altri ambiti (come la dinamica delle nuvole, ad esempio) di cui si sa ancora poco e che vanno esplorati.

19. Gli scenari più catastrofici – come quelli che prevedono un mutamento nella direzione della Corrente del Golfo o il rilascio di metano dall'Artico – sono realistici?

I migliori modelli climatici attualmente disponibili non includono fenomeni del genere nelle loro previsioni. Tuttavia, con l'aumentare del riscaldamento, la possibilità che si verifichino eventi estremi di questo tipo non può essere esclusa categoricamente.

20. Se le emissioni di gas serra si fermassero, il clima tornerebbe ai livelli di 200 anni fa?

No. Se anche le emissioni si fermassero improvvisamente, la temperatura della superficie terrestre impiegherebbe comunque migliaia di anni per tornare ai livelli dell'era preindustriale.

La Royal Society e la US National Academy of Science hanno anche diffuso un video in cui viene spiegata, in soli 60 secondi, l'origine dei cambiamenti climatici: