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amiantoabbandonato 450Una delegazione proveniente da Casale Monferrato e Bagnoli ha incontrato a Palazzo Chigi il premieri Matteo Renzi. Sono i familiari delle vittime di amianto, simbolo di una sentenza che segna profondamente la storia dell’Italia.

LA VICENDA – Ricordiamo la sentenza della Corte di cassazione, che la scorsa settimana ha annullato la pena per la condanna per disastro ambientale all'ex ad di Eternit, Stephan Schmidheiny. Il miliardario svizzero, unico imputato, era stato condannato a 18 anni di reclusione il 3 giugno 2013 della Corte d'appello di Torino, ma poi è scattata la prescrizione. Un fulmine a ciel sereno.

LO STATO SI COSTITUIRA’ PARTE CIVILE – "Renzi ha assicurato che lo Stato si costituirà parte civile se ci sarà un altro processo e che ciò che è in grado di fare per la prescrizione di reato di disastro e per i costi della bonifica lo farà. Ma lui non è un giudice", ha commentato Bruno Pesce, il portavoce dell’associazione dei familiari delle vittime dell'amianto.

LE RICHIESTE AL GOVERNO – Ora però la richiesta è quella di una presenza reale delle istituzioni, in primis attraverso lo stanziamento dei fondi per la bonifica che avrebbe dovuto far pervenire Schmidheiny. A dirlo è il sindaco di Casale Monferrato, Concetta Palazzetti, che ieri ha incontrato a Roma il sindaco Ignazio Marino. E poi occorre introdurre il reato di disastro ambientale, modificando la disciplina della prescrizione. Questa richiesta è inclusa in una lettera che porta la firma dei 2 sindaci. "All'esito del processo Eternit si è pervenuti a causa di una carenza normativa, poiché non può dubitarsi che il reato dichiarato prescritto, il cosiddetto 'disastro doloso innominato', fu previsto dal legislatore del 1930 per ipotesi del tutto diverse da quelle che si sono verificate a Casale Monferrato. Noi sindaci delle città d'Italia sentiamo da vicino l'angoscia che di fronte a questi fatti esprimono i nostri cittadini e chiediamo al Parlamento di promuovere ogni iniziativa legislativa diretta a promuovere la tutela delle persone di fronte alle condotte che generano danni ambientali. Chiediamo in particolare di introdurre il reato di 'disastro ambientale', la cui eventuale prescrizione sia ancorata al momento in cui si verificano gli eventi dannosi".

Anna Tita Gallo

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