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cambiamenti climatici alaska usaL’Alaska è la nuova Florida? I cambiamenti climatici e il riscaldamento globale portano con sé il problema dei “rifugiati del clima”.

Gli esperti hanno dato il via alle previsioni degli spostamenti negli Stati Uniti, motivati dall’aumento delle temperature. A loro parere, i cambiamenti climatici – e i loro effetti – sono già qui.

Secondo le previsioni, siccità, inondazioni e tempeste si intensificheranno nei prossimi anni. Saranno pochi i paradisi in cui rifugiarsi, ma alcune regioni degli Stati Uniti sarebbero migliori di altre. La California sarebbe interessata da siccità e incendi a sud-ovest e da ondate di calore, uragani e innalzamento del livello del mare a est e sud-est.

Detroit e Washington DC potrebbero essere interessati da inondazioni entro il 2100. A preoccupare sono soprattutto gli impatti dei cambiamenti climatici sulla popolazione, sull’economia e sull’agricoltura. Aspetti che stanno già influenzando le scelte delle multinazionali, tra cui Chipotle.

Per evitare caldo torrido e uragani, le opzioni di spostamento negli Usa saranno davvero ridotte, almeno secondo Camino Mora, professore di geografia dell’Università delle Hawaii e autore principale di uno studio sui cambiamenti climatici pubblicato su Nature. A suo parere, le temperature elevate diventeranno la norma dal 2047. L’Alaska sarà il luogo migliore in cui rifugiarsi entro la fine del secolo.

Nel 2050, nel 2100 e oltre, secondo gli scienziati e i modelli di previsione dei cambiamenti climatici, gli effetti dell’innalzamento delle temperature porteranno dei mutamenti rispetto alla situazione attuale. Dunque le città degli Usa dovranno cercare di adattarsi e di pianificare in anticipo le azioni da intraprendere.

Al momento negli Usa gli spostamenti su lunghe distanze causati dal clima sono ancora poco numerosi. Ma il fenomeno potrebbe subire un incremento entro la fine del secolo, con una vera e propria necessità di gestione. Tra le aree migliori individuate troviamo la fascia costiera che va dal Canada verso la Bay Area. Qui, come altrove, il livello del mare salirà, ma le coste alte e ripide proteggeranno i centri abitati dalle acque dell’oceano.

Secondo Clifford Messa, professore di scienze dell’atmosfera presso l’Università di Washington, la zona nord-ovest del Pacifico sarà il rifugio migliore contro i cambiamenti climatici. Si prevedono spostamenti della popolazione verso Seattle, Portland, lo Stato dell’Oregon e le zone circostanti.

Alcuni esperti del clima sono ottimisti e credono comunque che le principali città saranno oggetto di pianificazione e adattamento per scongiurare catastrofi. New York, ad esempio, presenta una tale concentrazione di beni e investimenti che non possono essere minacciati dall’innalzamento del livello del mare, dunque ci sarebbero già delle azioni previste per la tutela della Grande Mela.

Marta Albè

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