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gas serra record 00Le emissioni di gas a effetto serra hanno raggiunto nel 2013 i livelli più alti dal 1984.

Nel 2013 la concentrazione di gas serra nell'atmosfera terrestre ha fatto registrare un nuovo, preoccupante record, mentre si sta verificando un'acidificazione senza precedenti delle acque degli oceani, la cui capacità di assorbire CO2 è notevolmente diminuita.

Il trend emerge dal Greenhouse Gas Bulletin, il rapporto annuale della World Meteorological Organization: i dati diffusi dall'istituto di ricerca, che fa capo alle Nazioni Unite, mostrano come, nel 2013, la concentrazione di diossido di carbone (C02), metano (CH4) e protossido d'azoto (N20) nell'atmosfera abbia raggiunto livelli allarmanti, tanto da far temere un'accelerazione sul fronte dei fenomeni collegati ai cambiamenti climatici.

Per quanto riguarda in particolare la CO2, si è registrato, tra il 2012 e il 2013, l'aumento più netto dal 1984, da quando cioè la situazione ha iniziato a essere seriamente seguita e monitorata. Gli studiosi pensano che tale concentrazione-record sia dovuta sia all'aumento delle emissioni su scala globale, sia alla minore capacità di oceani e biosfera di assorbire CO2.

il quadro generale che emerge dal bollettino è preoccupante, anche perché l'acidificazione degli oceani – che per la prima volta viene inclusa tra gli elementi analizzati, segno della gravità della situazione - ha raggiunto livelli che non hanno precedenti "almeno negli ultimi 300 milioni di anni", con conseguenze potenzialmente disastrose sugli organismi che li abitano.

"Sappiamo senza ombra di dubbio che il nostro clima sta cambiando, che sta diventando sempre più estremo e la causa sono le attività umane, come la combustione di carbone fossile." – è il commento di Michel Jarraud, Segretario Generale della WMO - "Il Greenhouse Gas Bulletin mostra che la concentrazione di diossido di carbone nell'atmosfera, lungi dal diminuire, è aumentata, nel corso dell'anno passato, ad un ritmo maggiore che negli ultimi trent'anni. Dobbiamo invertire questo trend tagliando le emissioni di CO2 e di altri gas serra. Il tempo sta scadendo. Il diossido di carbone resta nell'atmosfera per centinaia di anni, e negli oceani per un tempo addirittura maggiore. Le emissioni del passato, quelle di oggi e del futuro si accumuleranno e avranno un impatto globale sia sul surriscaldamento che sull'acidificazione degli oceani. Le leggi della fisica non sono negoziabili."

"Se il riscaldamento globale non è una ragione sufficientemente forte per tagliare le emissioni di CO2," – ha aggiunto Wendy Watson-Wright, della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell'UNESCO – "l'acidificazione degli oceani dovrebbe esserlo, dato che i suoi effetti sono già percepibili e aumenteranno nel corso delle prossime decadi."

Il Greenhouse Gas Bulletin ha suscitato numerose reazioni: molte sono le organizzazioni ecologiste che chiedono ai propri governi di fare di più e meglio sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici, anche in vista dei prossimi vertici internazionali.

"Il bollettino dell'organizzazione meteorologica mondiale smentisce drammaticamente e senza possibilità di appello i negazionisti dei cambiamenti climatici che nel mondo, e anche in Italia, hanno in questi anni continuato a sottovalutare e sminuire dati allarmanti relativi alla salute del pianeta." – hanno dichiarato Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, esponenti del movimento ecologista Green Italia. - "[...] Alla luce dei dati dell'agenzia dell'Onu, le ultime misure di politica energetica dell'Italia appaiono ancora più sconsiderate: l'apertura di una stagione di trivellazioni petrolifere per aumentare l'utilizzo degli idrocarburi, e la scelta di privilegiare il trasporto su gomma qualificano il governo Renzi come pericolosamente sbilanciato a favore del fossile e dell'aumento della C02. Il rapporto mette nero su bianco che i fenomeni meteorologici stanno diventando sempre più estremi a causa delle attività umane, e una strategia di contrasto deve essere messa in campo da subito, anche in vista del meeting delle Nazioni Unite sul clima del prossimo anno a Parigi."

Lisa Vagnozzi

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