Menu

green_bankMolti Paesi hanno deciso di percorrere la strada del Green banking. Tra questi il Regno Unito che, qualche tempo prima delle elezioni del 6 maggio scorso, aveva annunciato la volontà di creare una banca verde da 2,4 miliardi di euro (circa 2,45 miliardi di euro) finalizzata al finanziamento di progetti nati per contrastare i cambiamenti climatici. Al momento, visti risultati delle recenti consultazioni elettorali, ancora non si sa quando la banca sarà operativa ma è lampante la necessità di supportare la transizione della Gran Bretagna verso una low carbon economy. La banca servirà infatti al Regno Unito per sviluppare progetti per contrastare i cambiamenti climatici che riguarderanno ferrovie, piattaforme eoliche off-shore e sistemi di gestione rifiuti eco-friendly.

 

Ma quello della Gran Bretagna non è un esempio unico nel panorama mondiale. Una scelta analoga è stata infatti compiuta anche dal gruppo Intesa per esempio, già vincitore nel 2009 del Green Globe Banking Award, un premio per gli istituti bancari attenti a supportare politiche di responsabilità ambientale d’impresa. Ma non solo. Le principali banche europee stanno ridisegnando la propria immagine cercando di apparire sempre più green, per attirare i clienti più giovani. Si costruiscono filiali ecosostenibili, tagliando i costi energetici dei server, limitando gli investimenti in progetti inquinanti, e tagliando l’uso delle ricevute cartacee e incentivando il conto online e l’e-banking. Crescono ovviamente l’offerta al cliente di prodotti finanziari legati al mercato delle emissioni o ai weather derivatives, si diversifica il portafoglio degli investitori, includendo sempre più compagnie connesse alla green economy, aumentano i capitali d’investimento in progetti per tagliare emissioni, cercando di strutturare capitali sempre crescenti.


Global Alliance for Banking on Values (Gabv), un’iniziativa creata dal direttore esecutivo dell’Agenzia per l’ambiente dell’Onu, Achim Steiner, ad esempio ha da poco annunciato l’espansione dei suoi fondi per 3 miliardi di dollari per progetti di sviluppo nella comunità meno sviluppate e che soffriranno maggiormente l’impatto del cambiamento climatico. La sensibilità ecologica da parte delle banche prende piede anche in Italia. Infatti, secondo un’indagine di Demoskopea, l’impegno degli istituti di credito in progetti per la riduzione dell’inquinamento costituisce una ragione importante nell’operare la scelta di servizi e prodotti bancari. Il dato positivo è che il 63 per cento delle nostre banche ha ottenuto una certificazione ambientale Ecolabel, ma anche in questo caso gli standard possono e devono essere rinforzati. Sta ora a tutti noi consumatori richiedere più sforzi alla propria banca.

Redazione GreenBiz.it

 

GreenBiz.it

Network