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eolicoMille Gigawatt di energia “pulita” corrispondenti a nuove installazioni per il 2020, e la copertura del 22% del fabbisogno mondiale. A conti fatti, si tratterà di un “taglio” di 1,5 tonnellate di CO2 ogni anno. Ecco come il mondo si prepara alla “rivoluzione dell'eolico”, che porterà un consistente beneficio per la crescita economica. Si parla, infatti, della creazione di 600 mila nuovi posti di lavoro, che per il 2030 comporterà l'impegno di 3 milioni di persone che opereranno, in maniera diretta o indiretta, nel settore dell'energia generata dalla forza del vento.

Sono cifre che fanno riflettere sull'importanza dell'energia eolica, e sul suo ruolo che essa potrà detenere nell'economia mondiale per i prossimi anni. Il settore, indicano i responsabili della Campagna Energia e clima di Greenpeace Italia, fra 20 anni sarà tre volte più ampio rispetto a quello attuale.

Tutto questo è contenuto nel Global Wind Energy Outlook 2010, documento sviluppato e pubblicato da Greenpeace e dal Consiglio sull'Energia eolica (Gwec – Global Wind Energy Council). Nel rapporto, reso noto in questi giorni, viene indicato come nel prossimo futuro l'eolico svolgerà un ruolo di primo piano per la copertura del fabbisogno mondiale di energia, per costituire anche uno degli elementi principali nella riduzione delle emissioni. E, come abbiamo visto, anche la creazione di nuovi posti di lavoro.

Più nel dettaglio, i tre milioni di lavoratori impiegati nel settore saranno, direttamente o indirettamente, coinvolti in una vastissima campagna di riduzione delle emissioni di CO2: ben 34 miliardi di tonnellate per il 2030

E non è un caso che il documento di Greenpeace sia stato reso noto a Pechino, non appena si è concluso il China Wind Power 2010. Il Paese della Grande muraglia rappresenta, a livello globale, il mercato più importante, nonché la nazione nella quale si trovano le maggiori industrie del settore: un fenomeno che coinvolge anche altri Paesi in via di sviluppo. In Cina, in particolare, entro il 2020 le installazioni aumenteranno di 10 volte rispetto ai 25 GW emessi nel 2009.

E anche i giganti dell'informatica dimostrano di avere un occhio di riguardo verso l'energia eolica. Nei giorni scorsi, GreenBiz.it ha dato notizia dell'acquisto del 37,5% del progetto Wind Atlantic Connection da parte di Google. Il motore di ricerca investirà 200 milioni di dollari (sul miliardo e 800 milioni necessari) per il completamento della prima parte del programma (del costo finale di 5 miliardi di dollari), il cui obiettivo è la realizzazione di una rete di produzione di energia elettrica da turbine da 6mila MW che si estenderà lungo 560 km sulla costa fra il New Jersey e la Virginia.

Il rapporto di Greenpeace trova una sua conferma nelle stime evidenziate a settembre nell'”EU Energy Trends to 2030”, rapporto stilato dalla commissione Europea sulle tendenze energetiche per i prossimi 20 anni. In esso si legge, a proposito dell'energia eolica, che sui 333 GW di nuova capacità energetica che saranno installati fra il 2011 e il 2020, il 41% (per un totale di 136 GW) deriverà dagli impianti che sfruttano il vento, dai quali entro il 2020 deriverà il 14% dell'elettricità (tre volte superiore, dunque, al 5% attuale).

“L'apporto dell'energia eolica sarà determinante, questa tecnologia è in grado di fornire ai Paesi un valido aiuto per dare il via alla 'rivoluzione energetica' – indicano i dirigenti del Gwec – Ma non dovrà mancare l'impegno da parte dei Governi nazionali”.

D'altro canto, i governi e le utility energetiche di alcuni Paesi come la Gran Bretagna e la Grecia hanno recentemente comunicato l'avvio di programmi di incentivo all'eolico. Oltremanica (dove sussiste una legislazione vincolante sul cambiamento climatico, il Climate Change Act pubblicato nel 2008 che impone la riduzione del 60% entro il 2050 nelle emissioni di carbonio), nei prossimi mesi è in previsione lo sviluppo di nuovi impianti per 32 GW di energia eolica (10 volte di più rispetto agli attuali 3,4 GW).

Analogo, ma in previsione anche di un nuovo rilancio economico che punti sulle energie rinnovabili, è il caso della Grecia, che nelle scorse settimane ha reso noto un piano di incremento dell'energia pulita per i prossimi dieci anni, con particolare attenzione al settore del fotovoltaico e, appunto, dell'eolico.

Piergiorgio Pescarolo

 

GreenBiz.it

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