Menu

manovra_250x166La manovra economica del governo prevede un taglio agli incentivi alle rinnovabili tramite la sforbiciata ad alcune componenti presenti in bolletta? Sembra incredibile, eppure ancora non si sa se il testo che arriverà oggi al Quirinale conterrà o meno la norma già diventata oggetto delle proteste delle associazioni.

Non nasce sicuramente sotto una buona stella la manovra economica che sta per essere varata dal governo. Proprio sul terreno delle energie pulite l’esecutivo è scivolato clamorosamente, dando sfoggio di una serie di ripensamenti quotidiani che, al momento, hanno provocato la totale impossibilità di prevedere con esattezza quale sarà il contenuto esatto del provvedimento.

Oggi, infatti, la manovra arriva al Quirinale, dove sarà firmata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Proprio ieri, però, a colpire gli italiani era stata una lamentela proveniente dal Colle, secondo la quale il testo non si era ancora visto nemmeno in lontananza.

Ma sono le rinnovabili al centro delle polemiche. Qualche giorno fa avevamo anticipato il frutto delle indiscrezioni circolate in quelle ore, un taglio netto alla componente delle bollette di luce e gas che avrebbe permesso di dare fondi alle energie pulite. -30%, si diceva, senza se e senza ma. Non si sa adesso che fine abbia fatto quella norma, sappiamo però che le associazioni del settore – da sempre battagliere contro i provvedimenti di questo governo, basti pensare al varo del Quarto Conto Energia – hanno protestato animatamente e, alla fine, il ministro dell’Ambiente ha così rassicurato, riferendosi ad una possibile reintroduzione in extremis del taglio nel decreto: “Non vedo come ciò possa accadere – ha dichiarato Stefania Prestigiacomo - Il Consiglio dei Ministri, dopo ampio e approfondito dibattito, ha approvato la manovra senza quella norma. Non comprendo come si possa ipotizzare una sua reintroduzione”.

Tutta questa incertezza, naturalmente, è stata il pretesto perché si innescasse la catena dei commenti dell’opposizione. Il senatore del Pd Francesco Ferrante ha affermato: “La nota del Quirinale (quella con la quale Napolitano constata il mancato arrivo al Colle del decreto da firmare, ndr) conferma il fatto che sulla manovra il governo è alle prese con un work in progress. Risulterebbe da fonti qualificate che nella versione delle ultime ore sia stata reinserita la norma ‘ammazza rinnovabili’ fortemente voluta dal ministro Calderoli, e che il Consiglio dei Ministri aveva cassato. Se così fosse sarebbe un atto di forza gravissimo”.


È intervenuto anche il presidente del Senato, Renato Schifani, ricordando che “la manovra non si può considerare come un totem intoccabile. Può essere corretta in via parlamentare”, ma sono parole che non hanno avuto l’effetto sperato, quello di gettare acqua sul fuoco.

In ogni caso, un taglio agli incentivi alle rinnovabili non sarebbe una mossa particolarmente azzeccata per il governo, che dovrebbe scontrarsi nuovamente con le associazioni del settore a pochi mesi dal decreto Romani, dalla sospensione del Terzo Conto Energia in anticipo e dal varo del Quarto, troppo poco generoso rispetto al precedente e causa di proteste ininterrotte dell’intero comparto.

E nell’aria c’è già quell’odore di protesta, come dimostra una nota congiunta di Anie/Gifi, Anev, Aper e Assosolare: “L’impatto di questa misura, se confermata, sarebbe devastante non solo per il settore della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ma per tutti i consumatori, sia industriali che domestici, che attualmente beneficiano di incentivi o sgravi che trovano copertura nella bolletta (come il bonus sociale per indigenti, anziani e malati)”, dicono le associazioni, che ritengono tagli simili un attacco sleale alla credibilità dell’Italia stessa, impegnata solo apparentemente sul fronte della sostenibilità e nel confezionamento di una politica energetica migliore.

A chi credere? A chi non si fida del governo e giura che la norma è stata reintrodotta o a chi, come il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, promette che sia stata stralciata? Aspettiamo notizie dal Colle.

Anna Tita Gallo

 

GreenBiz.it

Network