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ginkgo umbrellaLe idee possono creare lavoro. Anche in Italia è possibile, soprattutto se si punta sulle nuove tecnologie, il web di nuova generazione e l'eco-sostenibilità.

Lo dimostra la storia di Ginkgo, una start up di Milano che ha ideato il primo ombrello 100% riciclabile, il progetto italiano più finanziato nelle piattaforme internazionali di crowdfunding, con oltre 137mila dollari raccolti dalla rete.

Come è stato possibile? A raccontarci in che modo siano riusciti nel proprio intento i tre giovani ideatori di questa esperienza, Federico Venturi, designer, Gianluca Savalli, ingegnere meccanico, e Marco Righi, ingegnere gestionale e amministratore delegato della società, è proprio quest'ultimo in una videointervista.

È lui a spiegarci, innanzitutto, quanto sia stato importante il sostegno dell'acceleratore di impresa PoliHub della Fondazione del Politecnico di Milano, peraltro piazzatosi recentemente al nono posto fra gli incubatori di impresa europei secondo il Global Benchark Report 2013: "Ci hanno seguito fin dall'inizio e ci hanno aiutato praticamente in tutti i passi che abbiamo dovuto compiere, dall'idea fino all'apertura della società. L'apporto maggiore è stato quello relativo alla ricerca e al reperimento dei finanziamenti, così come nell'averci fornito una copertura mediatica che ci ha permesso di essere conosciuti in Italia e all'estero durante la nostra campagna", dice.

Il più grande slancio per Ginkgo, però, è arrivato da Indiegogo, la piattaforma internazionale di crowdfunding, ovvero quel processo collaborativo di finanziamento dal basso in cui un gruppo di persone sceglie di utilizzare il proprio denaro per sostenere un progetto. Non a caso, il termine letteralmente significa "finanziamento dalla folla".

È soprattutto mediante l'utilizzo di questo nuovo sistema di supporto economico, ancora troppo poco utilizzato in Italia, che Ginkgo ha vinto la sua scommessa. Nell'intervista realizzata in diretta streaming sul canale video di GreenBiz.it, è lo stesso Righi a rincarare la dose: