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Come stabilito dal Quarto e Quinto Conto Energia, i produttori dei moduli, per tutti gli impianti fotovoltaici in esercizio dall'1 luglio 2012, devano essere iscritti ad un Consorzio che garantisca il riciclo a fine vita dei pannelli stessi. Ora il Gse ricorda in una nota che i Sistemi e i Consorzi devono inviare entro il 15 febbraio 2013 la documentazione necessaria, affinché possano essere valutati idonei o meno.

Il gestore pubblicherà, infatti, sul proprio sito Internet, entro il 28 febbraio 2013, un primo elenco dei Sistemi/Consorzi ritenuti idonei. L'elenco sarà soggetto ad aggiornamento periodico per tener conto della documentazione fatta pervenire, successivamente al 15 febbraio 2013, da parte di nuovi Sistemi/Consorzi. I "Produttori" - così come definiti dall'art. 2 del Disciplinare Tecnico - di moduli fotovoltaici installati su impianti entrati in esercizio nel periodo transitorio (1° luglio 2012 - 31 marzo 2013), dovranno aderire entro il 31 marzo 2013, con riferimento a tali moduli, a uno dei Sistemi/Consorzi inclusi nell'elenco pubblicato dal Gse.

Uno qualunque dei soggetti Produttore/Importatore /Installatore/Distributore stabilito in uno degli stati Europei, San Marino e Svizzera, deve versare il contributo per il riciclo. Dal punto di vista del GSE non è rilevante quale tipologia di soggetto sia iscritto al consorzio, ma è obbligatorio che qualcuno sia iscritto e che paghi il contributo. Se infatti i moduli installati in un impianto che ha accesso agli incentivi non sono coperti dal contributo per il riciclo, si rischia di non poter più usufruire degli incentivi erogati, spiega una nota del consorzio re Media. Per questo motivo, lo stesso Soggetto Responsabile dell'impianto, beneficiario della tariffa incentivante che potenzialmente potrebbe essere revocata da GSE, può aderire al Consorzio e pagare il contributo previsto qualora nessun altro soggetto abbia provveduto ad adempiere a quanto previsto.

Questo c'entra forse qualcosa con il fatto che qualche giorno fa il contatore del Conto Energia in vigore ha fatto un passo indietro, passando da 6.556.256.479 a 6.565.090.685 euro di fine gennaio? Potrebbe essere proprio così, visto che, come spiega proprio una nota del Gse, si è trattato di una conseguenza "dell'attività di controllo mediante verifica documentale e sopralluoghi, svolta finora dal GSE per accertare la sussistenza dei requisiti previsti dalle norme vigenti e la veridicità delle dichiarazioni rese dai Soggetti Responsabili degli impianti all'atto delle richieste di iscrizione al Registro e di ammissione alle tariffe incentivanti".

In altre parole, una parte degli incentivi già attribuiti, a seguito di una serie di controlli, è stata ridotta o perfino revocata. Si tratta di impianti già incentivati, dunque, ma che hanno beneficiato dei bonus statali nonostante la presentazione di dichiarazioni non veritiere o il mancato rispetto dei requisiti tecnici e/o amministrativi richiesti per accedere agli incentivi.

Possiamo dedurne, quindi, che alla fine del periodo transitorio, cioè il 31 marzo 2013, ci sarà un nuovo salto indietro? Verranno prolungati ulteriormente gli incentivi a disposizione? Lo abbiamo chiesto ad alcuni dei consorzi che si sono candidati per essere inclusi nell'elenco del Gse.

Fabio Bianchi, direttore marketing di Ecolight. "Noi ci auguriamo che ciò non accada, visto l'impegno e le risorse economiche che stiamo spendendo per adeguarci alle richieste del Gse. Ciò potrebbe creare dei danni ai sistemi collettivi come il nostro, che si stanno adeguando per poter fornire tutte le garanzie ai produttori. Cercheremo di capire in questi giorni se una proroga degli incentivi è possibile. Anche perché il termine ultimo per presentare la documentazione è tra due giorni. Noi siamo pronti, mancano solo dei piccoli dettagli per completare una procedura che ha richiesto tempo, investimenti e molto lavoro. Porteremo la nostra esperienza e il nostro know out nel recupero dei Raee nel settore dello smaltimento dei pannelli fotovoltaici".

Maurizio Maggi, Direttore settore Fotovoltaico Re Media. "Credo che il salto indietro del contatore del Gse non dipenda dalla mancanza di conformità degli impianti rispetto al riciclo dei moduli, visto che il periodo transitorio terminerà il 31 Marzo. Potrebbe trattarsi, piuttosto, della mancanza di altri requisiti. Ciò non toglie che nel breve futuro, invece, l'inadempienza delle norme relative al riciclo dei pannelli potrebbe essere la causa della perdita degli incentivi. Quanto sarà severo il Gse è impossibile immaginarlo, ma è interesse di tutta la filiera, dal produttore al soggetto responsabile dell'impianto, versare il contributo sul riciclo e verificare che le matricole siano state dichiarate a un consorzio. Attualmente è difficile dire se, dopo il 31 marzo, gli incentivi dureranno di più. Ciò che è certo è che il Gse in questo modo sta consentendo a tutti di mettersi in regola, anche a chi deve affrontare situazioni particolari, come nel caso di produttori che hanno venduto a Luglio e che oggi non esistono più. La mia opinione personale è che ci sarà un periodo di tolleranza, anche se formalmente il termine ultimo è già fissato. Vedremo".

Claudio De Persio, Direttore Operativo Cobat. "Il tornare indietro del contatore, con i valori rettificati rispetto ai precedenti, dipende proprio dal fatto che il Gse ha iniziato a fare dei controlli, che possono anche rislaire indietro nel tempo e riguardare il terzo conto energia, per esempio. Naturalmente solo nel caso in cui le caratteristiche non corrispondano ai disciplinari tecnici. Se il proprietario dell'impianto, infatti, non è stato in grado di dimostrare che il produttore importatore da cui ha acquistato il prodotto è iscritto a un consorzio, il Gse può di fatto bloccare l'incentivo, perché l'obbligo è entrato in vigore dal quarto conto energia e dal 01 luglio. Il Gestore dei servizi energetici ha posticipato solo la scadenza che riguarda i requisiti dei consorzi e può ritirare gli incentivi in qualsiasi momento, se l'impianto non corrisponde alle regole che ha emanato. Ora, però, i consorzi garantiranno che, per esempio tra trent'anni, quando i produttori e gli importatori potrebbero non esserci più, lo smaltimento non ricadrà sulla collettività. Il denaro che noi stiamo accantonando servirà proprio a questo. Ecco perché dobbiamo fare un grande applauso al Gse".

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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