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mini fvÈ un mercato che raggiungerà 2,1 miliardi di dollari di fatturato annuo entro il 2024. Una recente ricerca di mercato ha previsto per il settore del micro e pico fotovoltaico una crescita importante del mercato che lo porterà dagli attuali 500 M$/anno a superare i 2000 M$/anno alla fine del 2014.

Per il nostro paese, che trova nel fotovoltaico una delle poche tecnologie su cui esprime una leadership internazionalmente riconosciuta, la crescita di questo settore offre delle importanti opportunità economiche e tecnologiche.

L'Italia, con il suo installato di più di 17 GWp , è oggi uno dei paesi più avanzati nell'utilizzo della energia solare. Questo risultato è stato raggiunto in pochissimi anni e con l'esclusivo utilizzo di capitali privati, in gran parte stranieri.

Credo sia nella memoria di tutti l' annuncio nel 2008 del governo Berlusconi di un piano per 4 centrali atomiche della potenza di 1,2 GW ciascuna; se la disgrazia di Fukushima non avesse fermato questo progetto probabilmente saremo ancora a discutere su dove insediare le centrali ed avremo già speso ingenti risorse per sopralluoghi progettazioni e consulenze.

Nello stesso periodo, a costo zero per lo stato, il fotovoltaico italiano ha installato una potenza almeno tre volte superiore con un importante beneficio economico per il paese.

Oggi il campo dei grandi impianti fotovoltaici è pressoché saturo, ma è tuttora aperto il settore dei piccoli impianti che portano la produzione di energia a contatto diretto con l'utilizzatore saltando i costi e le problematiche relative al trasporto ed i costi relativi.

È in questa logica di impianti che si muove il piccolo fotovoltaico che si può così classificare:

  • Minifotovoltaico tra 1 e 3 kWp
  • Microfotovoltaico tra 0,1 e 1 kWp
  • Picofotovoltaico < 0,1 kWp

In questa are di mercato sono stati complessivamente installati ad oggi circa 500 MWp di potenza che corrispondono a circa 8 Wp per abitante.

Se si considera che gli utilizzatori di piccoli impianti sono costituiti fondamentalmente da famiglie e da piccole imprese la cui esigenza energetica è di almeno due fattori di grandezza superiori, si ha una chiara conferma che i target proposti dalla citata ricerca di mercato sono assolutamente raggiungibili e probabilmente superabili.

Le tre aree individuate (mini,micro e pico) sono distinte da diversi fattori normativi, distributivi e realizzativi.

Così ad esempio la normativa europea non considera gli impianti di potenza inferiore a 1 kWp come impianti di produzione di energia, ma come normali elettrodomestici.

Allo scopo di questo scritto è importante rilevare la differenza tra il minifotovoltaico da una parte ed il micro e pico fotovoltaico dall' altra.

Il mini fotovoltaico è a tutti gli effetti un impianto fotovoltaico progettato e costruito ad hoc, tipicamente sul tetto del singolo edificio, da personale specializzato e soggetto a tutte le normative che ne governano la progettazione, la autorizzazione, la costruzione e l'allacciamento.

Il micro e il pico fotovoltaico sono invece dei prodotti che vengono venduti direttamente all' utilizzatore finale che li usa, senza l'intervento di un operatore specializzato, come avviene per un qualsiasi elettrodomestico.

Mentre il picofotovoltaico è normalmente collegato alla realizzazione di dispositivi particolari, come i caricatori di batteria per telefonini o altri gadget similari, il micro fotovoltaico si rivolge tipicamente alla produzione di energia elettrica per la abitazione o per l'ufficio.

Si tratta dunque di veri e propri generatori di energia elettrica paragonabili ai piccoli gruppi elettrogeni alimentati a combustibile fossile. Dovendo essere utilizzati direttamente in casa o in ufficio, devono rispettare tutte le regole di mercato relative a qualunque elettrodomestico, curando in particolare la facilità di utilizzo le garanzie, la eventuale manutenzione, il packaging ecc..

Nella produzione nazionale del microfotvoltaico particolare importanza viene dedicata, alla linea ed al design che rendono il prodotto italiano famoso nel mondo. La partita è appena iniziata, staremo a vedere se questa volta gli imprenditori Italiani oltre a fare gli apripista, dimostreranno la capacità di imporsi sul mercato mondiale.

Perché ciò avvenga è necessaria la collaborazione di tutti, dalle istituzioni finanziarie a quelle accademiche, ma questa comincia ad essere un'altra storia che verrà raccontata in seguito.

Leopoldo Franceschini,

Ceo di Renfactory

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