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immagineLe vendite del settore moda si spostano sempre più sulla rete, con un conseguente incremento nell'utilizzo di imballaggi. E un'esigenza: privilegiare un approccio sostenibile.

Mentre a Milano sfilano le ultime collezioni in occasione della Fashion Week, il settore dell'abbigliamento via web segna un netto incremento in termini di vendite, fatturato e... packaging. La moda impazza anche sulla rete, con + 30% rispetto al 2012, secondo mercato e-commerce in Italia con un valore complessivo di 1,37 miliardi di euro.

Lo attesta una ricerca condotta sul tema dal Green Management Insitute per conto di Comieco – Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base cellulosica-, che evidenzia un fenomeno interessante e in grado di aprire nuovi scenari per quanto riguarda il packaging: con l'incremento delle vendite on line aumenta in parallelo anche l'utilizzo di imballaggi per proteggere e movimentare calzature, accessori e capi di abbigliamento. In questo frangente i consumatori sono stati chiari: la funzionalità, le prestazioni e soprattutto la sostenibilità delle confezioni risultano molto importanti. Al punto da condizionare addirittura le scelte di acquisto.

Come conciliare dunque queste esigenze con le prerogative del settore fashion che fa della gradevolezza estetica un must irrinunciabile?

La ricerca condotta dal Green Management per conto del nostro Consorzio ha messo in evidenza diversi aspetti importanti che collegano packaging e commercio elettronico: gli impatti legati al packaging sono generalmente poco approfonditi, nonostante per il 2014 si siano stimate 120 milioni di consegne "fisiche" in Italia, che in termini di packaging rappresentano 120 milioni di confezioni. Con queste cifre decisamente significative, l'e-commerce rappresenta un'opportunità ideale per implementare a livello di sistema soluzioni innovative di packaging, per rispondere alle esigenze dei consumatori: secondo l'E-commerce packaging survey infatti il 60% considera particolarmente importante la sostenibilità degli imballaggi con cui vengono confezionati i diversi capi, fattore tale anche da condizionare le opportunità di acquisto.

Un altro importante feedback espresso dal pubblico si evince da un sondaggio realizzato per Etsy, portale di e-commerce americano che permette a tutti di crearsi un proprio negozio e vendere online i propri prodotti: un questionario sottoposto all'interno della community dei venditori italiani, che conta 3.604 membri, ha evidenziato come il fattore ambientale sia considerato importante per il 100% delle risposte. Nel 77% dei casi inoltre i negozi Etsy affermano di utilizzare il più possibile materiali di recupero, sia per il proprio packaging primario che per quello secondario, con utilizzo particolarmente ampio di materiali cellulosici.

Parlando in modo specifico dell'ambito moda, a differenza di quanto accade in altri settori, analizzando esclusivamente il momento finale dell'acquisto, il comparto abbigliamento si caratterizza per l'assenza di packaging "in store" (escludendo le scarpe). Situazione che cambia radicalmente in riferimento all'e-commerce, con sostanziale aumento del packaging nel passaggio dal commercio tradizionale al commercio on line, e l'opportunità di intervenire con strategie ad hoc sulla base delle esigenze del settore.

Come si sono mosse a questo proposito le aziende?

Un caso molto interessante sul fronte della sostenibilità è rappresentato da Yoox, tra i principali player italiani del settore con 2,785 milioni di spedizioni nel 2013 per un totale di 853.093 kg di cartone per spedizioni. Il gruppo ha messo a punto l'iniziativa "Ecocommerce Yooxygen" e promosso l'utilizzo di "Ecobox", un nuovo packaging creato ad hoc e certificato a livello internazionale FSC, PEFC e SFI, utilizzato per consegnare in tutto il mondo gli ordini effettuati sugli store on line yoox.com, thecorner.com e shoescribe.com.

Tenendo presente il valore medio unitario delle vendite di Yoox (215 euro) e il valore medio dello scontrino on line riferito all'e-commerce in generale (80 euro), il packaging secondario connesso alle spedizioni moda è stimato tra circa 1.900 e 5.300 tonnellate di cartone nel 2013. Si tratta di quantitativi importanti che possono rappresentare un'opportunità per innovare il packaging del settore in chiave di sostenibilità e design.

Quali potrebbero essere in particolare i relativi sviluppi?

Da un punto di vista strategico le esigenze del settore possono essere ricondotte a tre filoni: ripensare il packaging anche in base alle necessità del vettore di trasporto; ripensare il packaging per renderlo riutilizzabile o facilmente separabile ai fini di un corretto smaltimento da parte del consumatore finale; ripensare il packaging legato alle vendite on line del settore moda/accessori quale possibile strumento di comunicazione dei valori ambientali in un'ottica di racconto del prodotto dal punto di vista della sostenibilità.

Il Consorzio Comieco a questo proposito può porsi come partner strategico per ridefinire in chiave di maggiore sostenibilità il packaging primario e secondario del settore moda on line. Un altro importante contributo informativo potrà essere fornito in via specifica dal Club Carta e Cartoni, che ha recentemente siglato una partnership con Cna Torino. Lo scopo è promuovere l'utilizzo di imballaggi sostenibili nel settore moda, con particolare riferimento ai piccoli produttori di alta gamma.

Eliana Farotto,

responsabile Ricerca e Sviluppo di Comieco

e referente del Club Carta e Cartoni

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