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Milano conquista il primo posto del podio per la mobilità sostenibile in Italia. A seguire Parma e Torino. Al quarto posto Venezia seguita da Padova. Roma soltanto al quindicesimo posto. Prato è la città che scala più posti in classifica. Le più insostenibili sono L’Aquila, Siracusa e Catanzaro.

Lo rende noto il decimo rapporto di Euromobility sulla mobilità sostenibile nelle principali 50 città italiane.

Milano si aggiudica così il titolo di città più "eco-mobile" d'Italia. Vince non solo perché capitale della cosiddetta sharing mobility, ma anche perché favorita dalla politica dei parcheggi, di scambio e a pagamento, da una elevata offerta di trasporto pubblico, da un contenuto indice di motorizzazione e una elevata percentuale di veicoli a basso impatto, ma anche da una bassa mortalità sulle strade.

Sul podio anche quest’anno tutte città del nord, con il secondo posto a Parma e il terzo a Torino; poco sotto Venezia al quarto posto e Padova al quinto. Nella "top ten" si confermano anche Brescia al sesto posto e Bologna al settimo, mentre Roma è soltanto al 15esimo posto. Chiudono la “top ten” Reggio Emilia all’ottavo posto, Ferrara al nono e Novara al decimo. In fondo alla classifica della mobilità sostenibile L’Aquila, Siracusa e Catanzaro. Prato è la città che conquista più posti in classifica.

  1. Milano
  2. Parma
  3. Torino
  4. Venezia
  5. Padova
  6. Brescia
  7. Bologna
  8. Reggio Emilia
  9. Ferrara
  10. Novara

La graduatoria delle città alla ricerca di una mobilità più sostenibile è contenuta nel decimo Rapporto "Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città", elaborato da Euromobility con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Il Rapporto segnala che torna ad aumentare, seppur di poco (+0,1%), il tasso di motorizzazione nelle principali 50 città italiane (coerentemente al dato nazionale, che segnala un incremento ancora superiore, +0,6%) anche se aumenta il numero di veicoli a basso impatto, soprattutto GPL e metano, che raggiungono complessivamente l’8,6% del parco nazionale circolante, e quelli ibridi ed elettrici che aumentano del 37,6%.

Continua l’affermazione della cosiddetta sharing mobility tra i cittadini italiani: rispetto al 2014, nel 2015 gli utenti dei servizi di bike sharing sono cresciuti di quasi 26 punti percentuali e quelli dei servizi di car sharing convenzionale di oltre 25, raggiungendo questi ultimi una quota di oltre 35.000, ai quali si aggiungono gli utenti dei servizi di car sharing cosiddetti free floating, pari a oltre 630.000.

Sono questi i principali dati che emergono dal rapporto che fotografa le principali 50 città italiane: tutti i capoluoghi di Regione, i due capoluoghi delle Province autonome e i capoluoghi di provincia con una popolazione superiore ai 100 mila abitanti.

"Questo decimo Rapporto - sottolinea Lorenzo Bertuccio, Direttore scientifico di Euromobility – conferma che siamo ben lontani da una mobilità veramente sostenibile nonostante gli sforzi delle amministrazioni e l’affermazione della cosiddetta sharing mobility”.

Milano, Parma, Prato e Torino hanno già adottato il PUMS, Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.

“L’auspicato cambio delle abitudini dei cittadini e l’affermazione di un nuovo modello di mobilità non sono un’utopia e un impulso potranno darlo anche le azioni e gli interventi per la mobilità casa-scuola e casa-lavoro del programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile gestito già da qualche mese dal Ministero dell’Ambiente”.

La speranza è che altre città seguano l’esempio delle migliori d’Italia anche se proprio a Milano, per ridurre l’inquinamento e il traffico causato dalle auto c’è ancora molta strada da fare.

Marta Albè

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