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Nasce il GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici: 44,2 chilometri, una grande pista ciclabile tutta dentro Roma, tutta in piano, in grado di condurre in poco più di un'ora dalla periferia al centro, da est a ovest o da nord a sud. Andare a lavoro in bici sarà presto semplice e comodo anche nella Capitale.

È la ciclovia urbana dei primati: la più lunga del mondo, la più "antica" dati i luoghi che attraversa. Una risorsa per il turismo come per il prossimo Giubileo, progettata per essere accessibile anche ai disabili. "Un moderno grand tour", è stata definita.

E a ragione: partendo dall'Appia Antica arriva al Maxxi e alla street art del Quadraro e di Torpignattara, passando per Colosseo, Circo Massimo, Caracalla, San Pietro e Vaticano, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, la "campagna romana in città" della Caffarella e del Parco degli Acquedotti, le ville storiche (Villa Ada, Villa Borghese, Villa Gordiani), le sponde di Tevere, Aniene e Almone. In più, la comodità pratica dello scambio con i mezzi pubblici in più punti (stazioni ferroviarie; linee metro A, B e C).

Il percorso, tutto in piano come si diceva, si snoda principalmente lungo vie pedonali e ciclabili, parchi, aree verdi e argini fluviali (31,9 chilometri, il 72,2% del tracciato). Altri 3,6 chilometri (l'8,1%) sono previsti su marciapiedi sufficientemente ampi da ospitare una ciclabile. Allo stato, l'80,3% del GRAB è già pronto e pedalabile in sicurezza.

Il sindaco Marino ha assicurato "pieno sostegno" al progetto. Il primo cittadino parla di "lavoro prezioso delle associazioni e dei volontari", di "un'infrastruttura leggera, una greenway – la più lunga del mondo – che attraversa parchi, aree verdi e piste ciclabili e che porterà benefici all'ambiente e alla salute". Il Sindaco sottolinea la "piena sintonia con il ministro Delrio" per realizzare il GRAB. "Roma", afferma Marino, "farà la sua parte per offrire tutto il supporto necessario alla realizzazione dell'anello ciclopedonale".

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Dal suo canto l'assessore alla Trasformazione Urbana, Giovanni Caudo, sottolinea che il GRAB, in linea con le politiche del Campidoglio, si fonda su un'idea precisa: "Non consumo di territorio ma rigenerazione". Idea che "disegna un rapporto, semplice nella realizzazione e complesso nei risultati, tra lo 'spazio di prossimità' e la Roma 'grande formato', determinando quel genere di ricucitura urbana che i cittadini chiedono a gran voce perché risponde al bisogno di mutamenti soft, espresso in tutte le conferenze urbanistiche municipali".

Il GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici è un progetto partecipato, un'infrastruttura leggera, low cost e ad alta redditività economica e culturale, una calamita per nuovi turismi, dai cicloviaggiatori agli amanti del trekking urbano. Il percorso individuato, tutto pianeggiante, si snoda principalmente lungo vie pedonali e ciclabili, parchi, aree verdi e argini fluviali (31,9 km, il 72,2% del tracciato).

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Altri 3,6 km (l'8,1%) si sviluppano su marciapiedi che possono facilmente accogliere una ciclabile. Complessivamente, dunque, l'80,3% del GRAB allo stato attuale è già pronto e pedalabile in sicurezza. Altri 6,8 km (il 15,4%) interessano strade secondarie e a bassissima intensità di traffico. Solo 1.900 metri sono congestionati da un intenso flusso di veicoli motorizzati. Una volta ricuciti tra loro questi lunghi segmenti già oggi facilmente percorribili dai biker, la Capitale avrà un nuovo corridoio verde, una greenway unica e irriproducibile.

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Roberta Ragni

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