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tesla showroom 450Recentemente Elon Musk ha annunciato nuove caratteristiche per i veicoli Tesla. Fino a qualche decennio fa sembrava fantascienza, oggi si parla di auto con pilota automatico che verranno a prenderci sotto casa. Ma non tutti sono convinti.

E, mentre le auto diventano sempre più evolute, resta un problema chiave: Tesla ha scelto la vendita diretta e in alcuni Stati Usa non è permessa. Andrebbe cambiata la normativa ma non è una strada rapida, anche perché i concessionari si oppongono.

LE AUTO DEL FUTURO SONO REALTA’ - In California, dove Tesla ha la sua sede principale, le auto con “troppa autonomia” mal si sposano con una serie di leggi che richiedono la presenza di un guidatore esperto con questi nuovi sistemi. E le istituzioni hanno aperto il dibattito con Elon Musk da tempo, da quando ha annunciato la nuova funzionalità di pilota automatico come parte di un aggiornamento software.

Bernard Soriano del Department of Motor Vehicles, ha ricevuto pressioni perché siano messe a punto leggi speciali, che vadano oltre le regole che fanno riferimento ai veicoli “autonomi” pensate per le case automobilistiche nelle fasi di test, di certo non per guidatori normali ed auto che si spostano da sole. Le preoccupazioni, naturalmente, sono per i casi di incidente: i veicoli di Tesla potrebbero aspettare il loro proprietario fuori dal garage, potrebbero viaggiare da sole con un percorso preimpostato. Si tratta di sistemi molto complessi, ma possono essere anche affidabili? E di chi sarebbe la colpa se qualcosa andasse storto?

Il sistema destinato all’Audi Q7 pare preveda una sorta di procedura di check-in che consentirebbe di capire se il guidatore è sveglio e attento alla strada, in modo che possa essere ritenuto assolutamente responsabile di ciò che accade alla vettura. La tecnologia di Tesla è studiata per evitare collisioni e ridurre al massimo i rischi, ma è davvero possibile evitarli tutti?

Dalla National Highway Traffic Safety Administration dichiarano che comunque anche questi veicoli dovranno rispettare alti standard e garantire la sicurezza nelle strade ma potrebbero essere un vantaggio per anziani e invalidi, oltre che in vista di una riduzione del traffico e persino degli incidenti. Da parte di Tesla, a dire il vero, non sono stati comunicati molti dettagli, lo stesso Musk in sostanza ha lasciato intendere che il guidatore non dovrà tenere le mani sul volante ma dovrà prestare sempre attenzione alla strada e sarà l’auto stessa a chiedergli di riprendere il controllo di volante e pedali.

Resta il fatto che una serie di Stati Usa potrebbero introdurre restrizioni e ne esistono già, per i veicoli “autonomi” in California, Nevada, Michigan e Florida. Occorre capire in quale categoria le auto di Tesla rientrerebbero e se sia necessaria una patente di guida ad hoc.

PIU’ AUTO ELETTRICHE – È l’imperativo di Musk, che di fatto spinge tutte le case automobilistiche ad introdurre in maniera massiccia le auto elettriche sul mercato. Le previsioni di vendita per il 2015 sono di “pochi milioni di auto” (oggi i volumi sono di circa 35 mila unità vendute), ma Musk ha le idee chiare.

“La necessità di un trasporto sostenibile è incredibilmente forte, anche di fronte a un ingente crollo dei prezzi del petrolio, credo che sia sempre più urgente che il settore incrementi lo sviluppo dei veicoli elettrici. È solamente una questione di quando il mercato diventerà totalmente elettrico, e se questo avverrà con un anticipo sarà positivo per il pianeta”.

LA VENDITA DIRETTA – La scelta di Tesla è stata quella di vendere direttamente al consumatore senza intermediari né franchising. Questo implica anche trovare un accordo nei vari Stati Usa in base alla normativa vigente. E le associazioni dei rivenditori spesso si oppongono ai desideri di Musk. In Texas, ad esempio, la vendita diretta non è permessa e a San Antonio già si pensa ad un nuovo showroom, una vetrina perché almeno le auto siano in bella mostra. Ma guai a dare informazione sui prezzi, la legge non lo consente, al massimo è possibile illustrare le caratteristiche, come succede già a Austin e Houston.

Stesso discorso vale per Virginia, Arizona e Michigan e la situazione non si sblocca, il che potrebbe portare Musk a selezionare una serie di concessionari di fiducia, visto che è una pretesa troppo ottimistica sperare che il consumatore si rechi in California direttamente dal produttore prima di ripensarci. Ma Musk non sembra troppo propenso ad arrendersi.

LA LETTERA DEI CONCESSIONARI – È stata diffusa intanto una lettera in cui i concessionari, ancora una volta, si scontrano con il business plan di Tesla. È una lettera ironica in cui tentano di spiegare che il cliente stesso ama andare dai concessionari e che, di fatto, ami anche negoziare. Preferisce non avere un prezzo fisso ma discutere e tornare da una persona fisica che ha già conosciuto in caso di malfunzionamenti delle vetture o di dubbi di qualsiasi sorta.

Il tradizionale schema di vendita, insomma, potrebbe essere la soluzione ideale per Tesla, che naturalmente vuole moltiplicare le vendite ma che, al momento, forse dovrebbe accettare il compromesso: è più semplice affidarsi ad una rete di concessionari che far cambiare le leggi. E, soprattutto, a livello di marketing, uno showroom potrà davvero far breccia e spingere il consumatore ad andare in California per l’acquisto? E chi lo assisterà in caso di guai?

Anna Tita Gallo

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