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gppCon Green Public Procurement si intende l'approccio adottato da quegli enti pubblici che, al momento di scegliere i fornitori di beni e servizi, prendono in considerazione non soltanto criteri economici, ma anche di . Si tratta di una pratica che può avere un impatto non indifferente sulla promozione di un modello economico più green e che, già da sola, permette di raggiungere risultati non trascurabili sul fronte della lotta al cambiamento climatico.

Basti pensare al fatto che ogni anno le autorità pubbliche europee spendono 1800 milioni di euro per acquistare beni e servizi: la scelta di un approccio green può evidentemente dare una forte spinta al mercato dei prodotti e servizi ecologici, oltre a fornire un esempio per i cittadini e le imprese private. Non stupisce dunque che sia la stessa Unione europea a pubblicizzare i benefici del GPP e a proporlo come un importante elemento nella lotta all'inquinamento e al cambiamento climatico.

Gli esempi concreti delle scelte green che possono essere compiute dalla pubblica amministrazione non mancano: dalla scelta di apparecchiature per l'ufficio a minor consumo energetico al miglioramento del rendimento energetico degli edifici, passando dall'individuazione dei fornitori per i vari prodotti e servizi necessari. L'orientamento della PA conta, eccome: basterebbe che tutte scegliessero di acquistare elettricità verde per raggiungere il 18% degli impegni di Kyoto. Senza contare il notevole impatto sulla filiera green e sull'opinione pubblica. Un altro aspetto importante è la fornitura di prodotti provenienti dall'agricoltura bio o integrata per le mense di istituzioni, scuole e ospedali pubblici: secondo la documentazione dell'UE, se si diffondesse a tutta la PA, vi sarebbero evidenti benefici sulle acque fluviali e marine europee, attualmente gravemente interessate dal fenomeno dell'eutrofizzazione.

Il Green Public Procurement riguarda molti più aspetti di quanto si possa immaginare: la scelta di legname proveniente unicamente da foreste gestite in maniera ecosostenibile, utilizzo di materiali riciclati e di detergenti non tossici sono solo alcuni degli aspetti in cui la Pubblica amministrazione ha dimostrato di poter assumere (è il caso di alcune città particolarmente virtuose, come Tubinga e Francoforte) il ruolo di guida lungimirante e consapevole. E, come abbiamo visto, l'impatto sarebbe enorme per l'intera Ue. Gli enti pubblici europei riuniti, per esempio, acquistano ogni anno 2,8 milioni di computer e possono giocare un ruolo non indifferente nel promuovere la produzione di PC più rispettosi dell'ambiente, con una riduzione delle emissioni di CO2 che si stima a 8 milioni di tonnellate.

La forza contrattuale e di leadership della Pubblica amministrazione europea è innegabile, mentre le cifre sui benefici che se ne potrebbero ricavare sono impressionanti. Ecco perché è assolutamente necessario stimolare le PA a scegliere un approccio basato sull'innovazione, sulla sostenibilità e sulla promozione del benessere dell'intera collettività.

 

Doris Zaccaria

GreenBiz.it

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