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L’architetto Clive Wilkinson ha presentato un progetto a dir poco avveniristico per risolvere il problema del pendolarismo a Londra e della necessità di nuovi spazi di lavoro. Il suo progetto prevede un’espansione della città verso l’alto, con spazi di lavoro posizionati ad un livello superiore rispetto alle comuni abitazioni.

Wilkinson ha dato vita a The Endless Workspace per l’ultimo numero di Flaunt Magazine. La rivista ha chiesto all’architetto di tracciare un progetto che unisse le culture di California e Regno Unito, con particolare riferimento al pendolarismo e ad un paragone tra Londra e la Silicon Valley.

L’idea è di realizzare degli uffici open-space per il co-working. Il progetto si basa su una vera e propria utopia, a partire dalla presenza di veri e proprie vie di comunicazione alternative in grado di trasportare i dipendenti da casa al luogo di lavoro senza la necessità di prendere l’auto o la metropolitana.

Si tratta ovviamente di un progetto irrealizzabile almeno in questo momento ma che è teso a far riflettere sulle necessità dei pendolari e sulla riduzione delle emissioni inquinanti. Forse però una soluzione esiste già da questo punto di vista ed è praticabile da qualsiasi città senza stravolgerne l’architettura o creare nuovi edifici: si tratta del telelavoro.

L’architetto sottolinea però anche un altro problema: le città sono ricche di spazi di lavoro praticamente inutilizzati dove gli uffici sono caratterizzati al 50% dalla presenza di scrivanie vuote.

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Ecco allora che proprio dall’idea degli uffici semivuoti si potrebbe prendere spunto per creare degli spazi di co-working. Le stesse aziende proprietarie degli uffici potrebbero rilanciare una simile proposta e aprire le proprie porte alle start-up e ai freelance. In questo modo gli spazi sarebbero sfruttati al massimo senza la necessità di rivoluzionare la struttura delle metropoli.

Marta Albè

Fonte foto: Clive Wilkinson

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