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auto_elettricheLo stabilimento di Imola della Case New Holland (Cnh), una società controllata dalla Fiat, potrebbe aprirsi nella direzione delle energie rinnovabili, in particolare nel settore della progettazione e della produzione di veicoli elettrici. A renderlo noto è stato è Elio De Leo, dell’assessorato alle Attività produttive della Regione Emilia Romagna anticipando le caratteristiche del piano di reindustrializzazione previsto per il sito emiliano.

La Regione, ha continuato l’assessore, ha infatti accettato l’accordo con il ministero del Lavoro a contribuire con il 30 per cento alla proroga della cassa integrazione peri dipendenti. Il sito della Cnh, che produce macchine agricole per conto di Fiat, è in crisi orami da tempo. A settembre 2009 era stato firmato un accordo tra sindacati, governo e Fiat che ha portato a 12 i mesi in cassa integrazione per i dipendenti. Ma restava comunque il problema dello possibile chiusura definitiva del sito.

A quanto pare una soluzione si è finalmente trovata, e lo stabilimento di Imola aprirà le porte alla green economy. Il piano di reindustrializzazione, secondo quanto anticipato da Di Leo, sarà in grado di occupare almeno 200 persone, e dovrebbe coinvolgere sia la Microvett, azienda internazionale nella produzione di auto elettriche, che altre aziende del settore. Il documento, per ora solo anticipato ma non ancora reso noto pubblicamente, pare abbia in ogni caso escluso qualsiasi ipotesi di reindustrializzazione nel settore della meccanica tradizionale, fa sapere l’assessore alle Attività produttive, Monica Campagnoli. “La strada da intraprendere è quella dell’innovazione ed in particolare dei veicoli elettrici”, aggiunge.

Nel frattempo sui mercati finanziari internazionali svettano le azioni della Fiat. Il motivo è la formalizzazione di una joint venture tra la russa Ojsc Kamaz e la Cnh nel settore delle macchine per le costruzioni e l'agricoltura. Del nuovo aggregato con il maggiore operatore russo del settore, Cnh dovrebbe avere la maggioranza con il 51% del capitale.

Redazione GreenBiz.it

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