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fotovoltaico 0Nel corso della Solar Power International di Chicago, la più nota fiera dell'industria del solare del Nord America, 9 imprenditori preselezionati, a capo di altrettante start up del settore, si sono sfidati in una competizione live, proponendo soluzioni più o meno ingegnose per l'abbattimento dei costi flessibili collegati alla propria attività.

Non è la prima volta che l'industria del solare si interroga sul tema dei costi flessibili (quali autorizzazioni, permessi, imposte, polizze assicurative, marketing, pubblicità...) che gravano sulle aziende del settore, in un momento storico in cui, paradossalmente, i costi di pannelli fotovoltaici e di altre componenti necessarie per le installazioni sono nettamente diminuiti.

Basti pensare che, negli Stati Uniti, l'incidenza dei costi flessibili sul costo finale delle energia è piuttosto alta, portando ad una spesa di 3-4 dollari per watt laddove, se si considerasse soltanto il prezzo di moduli, componenti e installazione, l'approvvigionamento energetico costerebbe non più 1,50-2 dollari per watt.

Abbattere i costi flessibili significa, pertanto, rendere più accessibile l'energia solare e incrementare i profitti. Da qui, l'idea di stimolare la creatività e le capacità di problem solving dei più giovani, portandoli a competere su una problematica cruciale e offrendo loro, nello stesso tempo, la preziosa opportunità di mettersi in mostra davanti ad una platea di addetti ai lavori e di potenziali clienti e partner.

La scorsa settimana, ciascun imprenditore salito sul palco del Solar Power International ha avuto a disposizione dieci minuti per illustrare la propria soluzione; al termine del contest, ben 6 partecipanti su 9 hanno dichiarato di aver trovato nuovi clienti, segno che le loro performance hanno sortito i risultati sperati.

La soluzione più apprezzata, e che si è aggiudicata la vittoria, è stata quella ideata da Greenlancer, una start up che progetta sistemi fotovoltaici utilizzando il cloud computing. Grazie alla "nuvola", che consente di operare esclusivamente via web, in una sede virtuale, la start up è riuscita ad abbattere gran parte dei costi flessibili, garantendo nello stesso tempo un servizio efficiente, aperto a clienti di ogni angolo del mondo e (quasi) in tempo reale.

Al secondo posto si è classificata kWh Analytics, una società di consulenza californiana che propone la condivisione dei dati tra le aziende del settore e la creazione di un database per permettere a ciascuno di avere accesso alle soluzioni più adatte al proprio caso specifico. Sul terzo gradino del podio, infine, è salita Ultrasolar Technology, l'unica start up che ha proposto di intervenire direttamente sull'output di energia, ideando un sistema che incrementa l'efficienza e il rendimento dei moduli fotovoltaici.

                                                                                                                 Lisa Vagnozzi

 

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