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Il primo luglio è nata Growitup, un’iniziativa di Cariplo Factory in collaborazione con Microsoft e Fondazione Cariplo.

Dalle 10.30 una folta schiera di giornalisti e forse anche di curiosi, si aggirava nello spazio Base di via Bergognone a Milano, sede della ex Ansaldo e ora della neonata Cariplo Factory, il nuovo polo di “open and collaborative innovation” che, nelle parole del Presidente di Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, sarà proprio "una fattoria dove crescere non animali ma i sogni dei giovani promettenti italiani: in un posto dove si costruivano anche strumenti di guerra ora si fa la pace, dando fiducia, speranza e avvenire ai giovani”.

Ma cos’è Growitup?

Un ambizioso progetto che vuole portare le startup italiane già in crescita a non avere niente da invidiare a quelle del resto del mondo. Come? Proprio in un contesto di collaborazione su tutti i fronti non solo in Italia ma anche con imprese internazionali, con investimenti di un miliardo di euro entro il 2020 e l’obiettivo di creare 10.000 posti di lavoro in 3 anni.

Un'idea promettente, già preannunciata lo scorso novembre da Satya Nadella, CEO di Microsoft per la prima volta in Italia proprio per l’occasione: un nuovo modello di acceleratore di startup aperto e collaborativo, in cui imprenditori, venture capitalist, incubatori, acceleratori di impresa e business school mettano a disposizione dei giovani più promettenti non solo le loro competenze, ma anche strumenti tecnologi, attività di formazione e mentorship.

Tutto questo per garantire il successo delle startup e per accelerare la trasformazione digitale delle grandi aziende italiane, puntando su 7 settori in cui l’eccellenza del Bel Paese è rappresentata al meglio: Food, Fashion & Design, Manufacturing, Energia, Servizi finanziari, Turismo & Entertainment, Health & Well being.

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In un’era in cui le città sono basate su ecosistemi digitali, qui nello spazio ex Ansaldo ne abbiamo un esempio concreto: un ecosistema di supporto alle idee più innovative pronte a concretizzarsi in un modo tutto italiano.

Carlo Purassanta, amministratore delegato di Microsoft Italia ci ha tenuto infatti a ribadire la differenza sia di numeri che di strategie tra l’Italia e il resto del mondo proprio per concentrarsi sui punti di forza dei singoli settori coinvolti nel progetto per aumentarne la visibilità non solo in Italia appunto ma anche nel mondo appunto.

Come? Basandosi su un networking in cui le imprese non competono più ma collaborano allo stesso obiettivo comune: aiutare le neonate startup a perfezionare il proprio modello di business, disegnare strategie internazionali e trovare i capitali necessari per l’affermazione, proprio perché "nel percorso di trasformazione digitale che molte aziende stanno iniziando, la collaborazione tra business tradizionali ed imprese innovative rappresenta una necessità imprescindibile", sostiene Nagraj Kashyap, Corporate Vice President Microsoft Ventures, per la prima volta in Italia.

Questo modello collaborativo deve fungere da collante tra le migliori imprese italiane con le più promettenti startup dello stesso settore, come ha sottolineato Enrico Noseda, in precedenza responsabile delle Partnerships di Skype a livello globale e ora a capo del progetto insieme a Anders Nilsson, prima direttore Innovazione di Microsoft Italia.

Al lancio del progetto erano presenti anche Elizabeth M. Robinson, Investment Director di Quadrivio e alcuni rappresentanti dei partner sostenitori del progetto, tra cui Alpitour, Barilla, Enel, Generali, l’Innovation Center di Intesa Sanpaolo, New Holland Agriculture, Technogym Accenture, Avanade e Hewlett Packard Enterprise.

Un’idea davvero brillante che fa leva e sostiene i nostri giovani talenti in un mondo che spesso si dimentica di quanto i sogni possano davvero realizzarsi: il concorso Green Jobs conclusosi a maggio proprio nello stesso posto dove si concretizzerà Growitup, conferma quanto lo stimolare delle nuove possa dare i suoi frutti, come ha ricordato proprio il presidente Guzzetti nel discorso di apertura di questo evento.

In questo concorso i giovanissimi di 150 scuole medie – superiori dovevano proporre l’iniziativa più innovativa ed ecosostenibile; a vincere “N4ture”, la startup pensata dagli studenti della 4M del Liceo Galileo Galilei di Caravaggio con i loro pastelli a cera atossici e biodegradabili contenenti semi: dal pastello cresce la pianta i cui colori rimandano a quelli del pastello stesso. L’idea ha avuto subito successo, è stata diffusa e sta già avendo un ritorno commerciale.

Di idee strepitose, innovative, green e digitali ce ne sono tantissime in Italia e lo scopo che si propone Growitup è proprio quello di dare la possibilità ai giovani di gettare i loro semi in un luogo che, come i pastelli del liceo di Caravaggio, li possa far trasformare in fiori rigogliosi dai colori brillanti.

Valentina Nizardo

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