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Gli incentivi fiscali dedicati a chi investe in startup innovative continueranno anche nel 2016 grazie al nuovo decreto sulle innovazioni appena firmato dai ministri Padoan e Guidi. La nascita di nuove startup coinvolgerà anche l’agricoltura?

Proprio le startup, insieme all’introduzione dei robot e alle nuove tecnologie, saranno gli ingredienti per rivoluzionare l’agricoltura italiana, a parere degli esperti del settore. Le nuove startup nel 2016 potranno costituirsi grazie alla firma digitale, senza ricorrere al notaio. Anche lo statuto e l’atto costitutivo nasceranno direttamente online. Inoltre la soglia degli investimenti ammissibili per le startup si innalza da 2,5 milioni a 15 milioni.

In Italia le startup dedicate puramente all’agricoltura sono ancora davvero poche, mentre si intravedono delle novità dal punto di vista dell’introduzione degli strumenti hi-tech in agricoltura.

I robot forse non sostituiranno mai del tutto l’uomo nel lavoro dei campi, ma serviranno a svolgere alcune delle operazioni più pesanti, con una futura riprogrammazione dei ruoli e delle mansioni. In Giappone è appena nata la più grande azienda agricola indoor gestita dai robot.

In Italia sono già presenti delle realtà che come startup o aziende giovani si stanno affacciando nel mondo dell’agricoltura hi-tech. Si tratta di startup che sono molto legate al mondo dell’agricoltura ma che non sono propriamente agricole.

Da questo punto di vista Confagricoltura parla di ‘open innovation’: per la crescita dell’agricoltura italiana si uniscono le forze di realtà provenienti da altri settori che possano puntare sull’innovazione.

Ad esempio grazie alle nuove tecnologie gli agricoltori possono controllare a distanza le necessità di irrigazione e di nutrimento dei terreni oppure possono conoscere con precisione le condizioni meteorologiche e agire di conseguenza per proteggere i campi coltivati.

La prospettiva per il futuro riguarda un vero e proprio ‘internet of things’ per l’agricoltura italiana, con aziende sempre più aggiornate, innovative, connesse alla rete e aperte alle nuove tecnologie che permettono di migliorare le rese dei raccolti e di rendere la produzione più efficiente e sostenibile.

Marta Albè

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