Menu

ferie reverse logistics 0

Alcune stime rivelano che i consumatori americani sono creature particolarmente volubili: ogni anno rispediscono al mittente il 10% dei prodotti che acquistano, per un totale di circa 3,5 miliardi di oggetti. E la percentuale dei resi raggiunge il 15% se si considerano i soli siti di e-commerce, più esposti al fenomeno.

Per i rivenditori, il ritorno della merce rappresenta un costo enorme: possono essere necessari mesi e mesi affinché degli articoli indesiderati o danneggiati trovino un nuovo acquirente e, al termine del processo, gran parte di essi va a finire nelle discariche.

La start up americana Optoro è nata proprio per ovviare a tale problema, facilitando la commercializzazione di beni rifiutati dall'acquirente originario, in modo da rendere il reso meno oneroso per i rivenditori e salvare dalla discarica delle merci ancora utili e perfettamente utilizzabili.

"Sono rimasto impressionato dalla impegni assunti negli ultimi anni dai rivenditori per migliorare il proprio business sul fronte dell'efficienza energetica, dello smaltimento dei rifiuti e in altre aree." – ha raccontato Tobin Moore, Co -fondatore e CEO di Optoro – "Tuttavia, la gestione dei resi e delle scorte in eccesso non era contemplata in nessuna di queste promesse."

Proprio da tale lacuna è nata l'idea di approntare un software in grado di gestire la logistica in senso contrario, aiutando i rivenditori a trovare il più rapidamente possibile dei potenziali acquirenti per gli articoli indesiderati o che giacevano in eccesso nei propri magazzini, snellendo e semplificando i relativi processi e abbattendone i costi ambientali.

Optoro, che attualmente dà lavoro ad oltre cento persone nei propri uffici di Washington e del Maryland, ha creato due servizi distinti: OptiTurn, un software per la gestione e per il remarketing dei resi e dei prodotti in eccesso, che consente di rimetterli in commercio su siti quali Amazon ed eBay; e Blinq, una piattaforma di e-commerce in cui le merci vengono vendute a prezzi scontati.

"Prendiamo il prodotto dalla fonte e lo connettiamo con tutte le persone che interessate a comprarlo." - ha spiegato Moore - "Il tempo necessario a rivendere l'oggetto può essere diverse settimane o, talvolta, di alcune ore."

Il tutto salvando le merci dalla discarica ed impedendo così uno spreco ingente di risorse, sia a livello economico che ambientale.

Lisa Vagnozzi

LEGGI anche

Amazon: basta fattorini, le consegne le faranno gli utenti e i droni

I distributori automatici diventano biologici: chi ne vuole uno in ufficio?

Network