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Si parla spesso di moda etica, o degli sforzi delle grandi aziende di moda di realizzare capi con materiali sostenibili, o di collezioni ispirate proprio al rispetto per l’ambiente, ma è davvero possibile confezionare vestiti che non facciano male a nessuno?

Coltivare il cotone è la prima sfida, visto che vengono utilizzate quantità enormi di pesticidi, si dice più che per qualsiasi altra coltura. E poi spesso le fabbriche del fashion sono note per la loro tendenza ad inquinare i fiumi, riversando liquami.

Nel 2013 un edificio in Bangladesh è crollato e sono morte oltre 1000 persone, altro elemento che dimostra quanto poca attenzione ci sia per la sicurezza, in questo caso dei lavoratori. Una startup, Zady, sta provando a ribaltare la situazione.

Ogni fase della produzione si sviluppa negli Usa, una strategia che serve a poter tracciare sempre cosa accade nei siti produttivi. Questo significa anche che vengono rispettate leggi Usa.

Il prodotto di questa sfida è una t-shirt in cotone bio coltivato in Texas in fattorie che utilizzano il compost come fertilizzante e cali naturali di temperatura per uccidere insetti e togliere le foglie al raccolto.

Poi le balle di cotone vengono inviate in piccole cittadine del North Carolina per il confezionamento vero e proprio delle t-shirt e la tintura con sostanze, ovviamente, non tossiche. A cucire ci pensa un’azienda di proprietà dei lavoratori stessi.