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share 450Condividere: è questa la parola chiave degli ultimi anni.

Se sui social network condividiamo emozioni, grazie agli innumerevoli progetti che fanno capo alla cosiddetta “sharing economy” riusciamo a risparmiare e a mettere in comune idee e progetti innovativi.

Eccone alcuni, tra i più noti, che consentono di spostarsi grazie al carpooling, trovare un alloggio e comprare cibo bio dai produttori locali.

1) AIRBNB 

Citiamo soltanto questo, ma della stessa categoria fanno parte tanti altri portali: sono quelli che consentono lo scambio di camere, alloggi, appartamenti. La logica è quella del “peer to peer”, non c’è intermediazione, se si ha un alloggio da offrire lo si offre senza altri vincoli. E, dall’altra parte, gli utenti trovano a prezzo vantaggioso una sistemazione per qualche giorno aggirando il meccanismo tradizionale delle prenotazioni in hotel e b&b, le cui tariffe sono spesso più alte. E, anche per questo, Airbnb è finito nel mirino di vari controlli, ad esempio perché si sospetta che alcuni utenti evitino grazie al portale di registrare alloggi come strutture ricettive e le relative tasse. Ma i genovesi non dimenticheranno il portale e il suo servizio dopo l'alluvione di qualche settimana fa: grazie ad Airbnb sono stati offerti alloggi agli sfollati, com'è accaduto negli Usa dopo l'uragano Sandy.

airbnb 450

2) HOMELINK 

È una sorta di predecessore di Airbnb, risale all’epoca in cui lo scambio di alloggi avveniva tramite fotografie non digitali e cartoline postali. Homelink è nato nel 1953, quando Internet non c’era. Ma oggi non potrebbe vivere altrove.