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smartcity infrastr 450Negli ultimi anni gli effetti dei cambiamenti climatici si sono fatti sentire in maniera molto marcata, basti pensare ai vari uragani che hanno devastata intere città degli Usa.

E i rischi sono più gravi di quanto possiamo aspettarci. I vari Centers for Disease Control and Prevention parlano dei decessi causati dalle alte temperature come della causa maggiore di mortalità legata a fenomeni atmosferici.

CRESCONO LE PREOCCUPAZIONI – I rischi, dunque, sono molto elevate e diffuse. I ricercatori della Rollins School of Public Health at Emory University hanno utilizzato i dati del report IPCC e hanno stimato che i decessi legati a fenomeni atmosferici – come appunto il caldo – aumenteranno di 10 volte negli Stati Usa dell’Est al 2050.

LE SFIDE - Uno degli imperativi per le grandi città è quello di diventare più efficienti dal punto di vista energetico, intercettando tutte le attività attorno alle quali si potrebbe concentrare un potenziale risparmio di emissioni. E poi occorre ripensare il consumo di risorse indispensabili come l’acqua, in modo non soltanto da raggiungere obiettivi stabiliti ma anche di preservare il pianeta per le future generazioni, che potrebbero ritrovarsi letteralmente “a secco”. Non sono certo novità, ma il dibattito trova ogni giorno linfa vitale negli Usa, mentre ci si domanda anche quali danni economici creino i cambiamenti climatici.

SOLUZIONI – In un recente articolo, Jad Daley, direttore del Trust for Public Land’s Climate Conservation Program, suggerisce di immaginare le città come foreste e di importare la natura al loro interno attraverso infrastrutture realmente green. Gli spostamenti sarebbero effettuati su sentieri naturali, il riscaldamento sarebbe innescato in maniera naturale, la pioggia si trasformerebbe in acqua potabile e fiumi puliti, i rami degli alberi proteggerebbero gli esseri umani dalle intemperie.

È l’opportunità di “collegare, assorbire e proteggere” con infrastrutture che esistono già e che si stanno diffondendo giorno dopo giorno, basti pensare alle piantumazioni e al riutilizzo di vecchi sentieri abbandonati per creare piste ciclabili. Accade in grandi città come Chicago o Seattle, può accadere ovunque, se ci avviamo verso un paradigma in cui ogni agglomerato urbano si avvia ad essere una smart city. E questo, in ultima istanza, traduce l’impegno degli esseri umani in lotta ai cambiamenti climatici.

FATTORI DI SUCCESSO – Ecco 4 fattori, identificati dal Trust for Public Land di Daley, per tradurre gli sforzi personale in chiave green in progresso globale:

1) Costruire un team vincente da zero: integrare le competenze dei singoli con quelle delle istiuzioni, delle associazioni, delle aziende;

2) Concretizzare gli aspetti scientifici perché diventino infrastrutture reali: molti studi svelano previsioni e dati, ma poi occorre applicarli alla realtà, scoprendo quali soluzioni tecniche siano anche le più efficaci;

3) Cogliere l’importanza dei Geographic Information Systems: semplificando, occorre condividere dati (via Internet, ad esempio) che possano attirare conoscenza e possano spingere le persone a contribuire al massimo, ma tutte le informazioni vanno rese in un linguaggio comune e comprensibile;

4) “Resilience” deve essere la parola chiave: le città devono adattarsi e, allo stesso modo, le soluzioni ideate devono essere replicate ovunque ma sulla base di parametri e caratteristiche locali.

Anna Tita Gallo

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