Menu

Creare nuove bioplastiche usando la ligninbioplastica biomea, un idrocarburo complesso che si trova negli alberi e più in generale nelle piante. A cimentarsi con successo nell'impresa è stata l'azienda Biome Bioplastics che ha dimostrato la fattibilità di estrazione dei prodotti chimici organici dalla lignina per la produzione di plastiche bio.

Da oltre 30 anni, i ricercatori sono alla ricerca di un metodo sostenibile per estrarre le sostanze chimiche dalla lignina. In precedenza, sono stati utilizzati dei metodi chimici ottenendo però scarse quantità di materiali. La novità della ricerca britannica sta nell'utilizzo dei batteri. Grazie a quelli presenti nel suolo, infatti, è possibile manipolare il processo di degradazione della lignina per controllare le sostanze chimiche prodotte.

L'azienda di Southampton, nel Regno Unito, ha iniziato la ricerca grazie ad un finanziamento della Technology Strategy Board, assegnato a un consorzio guidato da Biome Bioplastics nei primi mesi del 2013 per studiare la lignina come nuova fonte di sostanze chimiche organiche volta a ridurre i costi e aumentare le prestazioni di questi materiali sostenibili.

Come? Sfruttandone alcune caratteristiche. La lignina è un idrocarburo complesso che fornisce il supporto strutturale agli alberi. Tagliare gli alberi per appropriarsene? Tutt'altro. Quella utilizzata da Biome Bioplastrics utilizzerebbe i prodotti di scarto dell'industria della cellulosa e della carta, molto abbondanti. Una materia prima basso costo in grado di dare vita a prodotti chimici ad alte prestazioni che potrebbero fornire la base per la prossima generazione di bioplastiche.

La ricerca è stata condotta in collaborazione col team del Centro di Biotecnologia dell'Università di Warwick, guidato dal professor Tim Bugg. Gli scienziati hanno lavorato per sviluppare metodi per controllare la composizione della lignina utilizzando i batteri ed estrarre le sostanze chimiche in quantità significative.

Il progetto ha dimostrato con successo che i batteri possono essere efficaci nella degradazione selettiva di lignina e che la ripartizione può essere controllata e migliorata utilizzando la biologia sintetica. In laboratorio, ciò che i ricercatori hanno ottenuto è stata una grande quantità di sostanze chimiche biologiche.

I primi test hanno dimostrato la possibilità della loro lavorazione e produzione su scala industriale, suggerendo la fattibilità commerciale dell'utilizzo dei prodotti chimici derivati dalla lignina come alternativa ai loro omologhi petrolchimici.

Siamo estremamente soddisfatti dei primi risultati dello studio di fattibilità, che mostrano una forte promessa per l'integrazione nelle nostre linee di prodotto. Guardando al futuro, ci aspettiamo che la disponibilità di un polimero ad alte prestazioni, realizzato economicamente da fonti rinnovabili, aumenti considerevolmente il mercato della bioplastica,” ha detto Paul Mines, CEO di Biome Bioplastics.

La prossima fase del progetto tenterà di incrementare i rendimenti di questi prodotti chimici organici utilizzando diverse tipologie di batteri.

Francesca Mancuso

LEGGI anche:

BioplaMinerv PHA: la prima bioplastica made in Italy è firmata Bio On. Ce ne parla Marco Astorri

Eataly Smeraldo: solo sacchetti e guanti in bioplastica per il reparto ortofrutta

Bioplastiche: ecco il Mater-Bi di IV generazione

In Piemonte il primo impianto al mondo per la produzione di biocarburanti di II generazione

Aggiungi commento

Le idee e le opinioni espresse dai lettori attraverso i commenti a non rappresentano in alcun modo l'opinione della redazione e dell'editore. Gli autori dei messaggi rispondono del loro contenuto.


Codice di sicurezza
Aggiorna

Chi siamo

Network