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eolico offPale eoliche giganti, le più grandi mai costruite prima, e super leggere. Probabilmente sono la nuova frontiera dell'eolico off-shore, le lame innovative della Blade Dynamics.

Per questo il britannico Energy Technologies Institute (ETI) ha annunciato che investirà circa 19 milioni di euro (15,5 milioni di sterline) nel progetto, con lo scopo di migliorare la tecnologia del settore eolico e aumentare la sua forza lavoro fino a un terzo nel breve-medio termine, si legge in una nota.

Il piano prevede la realizzazione di lame in fibra di carbonio della lunghezza di 80-100 metri, più grandi rispetto alle attuali che arrivano, invece, a 60-75 metri e sono in fibra di vetro. Si partirà con dei prototipi, che secondo le stime verranno messi in produzione entro la fine del 2014. Le prove strutturali per la prima pala dovrebbero poi essere effettuate in un impianto nel Regno Unito, sull'Isola di Wight.

Quel che è certo è che il design delle pale le renderà più leggere fino al 40% in più delle convenzionali pale in fibra di vetro, consentendo una diminuzione significativa dei costi di trasporto e installazione. E contribuendo anche a ridurre il costo dell'energia prodotta, con un taglio del prezzo dell'energia elettrica prodotta dagli impianti eolici off-shore.

Alla fine, queste enormi e rivoluzionarie pale andranno a unirsi alla prossima generazione di turbine eoliche off-shore, attualmente in fase di sviluppo, che avranno una capacità da 8 a 10MW di potenza, a fronte delle attuali turbine da 5-6 MW. "Abbiamo lavorato molto sul design di questa tecnologia di lame, per diversi anni. Il sostegno finanziario da parte dell'ETI a questo progetto permette la distribuzione delle ultra-grandi turbine molto prima di quanto sarebbe stato altrimenti possibile", spiega David Cripps, Senior Technical Manager della Blade Dynamics.

"Come risultato di questo progetto ci sarà l'assunzione di nuovi ingegneri e tecnici per rendere tutto questo possibile. Vogliamo rendere la produzione di energia elettrica attraverso il vento in mare aperto più affidabile e più economica. Noi crediamo che queste lame, con il loro poco peso, siano un elemento chiave della soluzione", conclude Cripps.

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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