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L’Oreal Usa ha annunciato una nuova collaborazione con la società Organovo, specializzata in stampa 3D organica. La collaborazione ha lo scopo di consentire la creazione di pelle umana da stampare in 3D per testare in modo alternativo i cosmetici che di solito vengono sperimentati sugli animali.

Sarà proprio L’Oreal Usa la prima azienda a sperimentare la nuova tecnologia Novagen Bioprinting Platform, che consente di riprodurre un tessuto che imita le caratteristiche e le proprietà della pelle umana.

In questo modo si potranno effettuare test cosmetici per valutare la sicurezza e le prestazioni dei prodotti senza ricorrere alla sperimentazione animale. Si tratta di un’innovazione che potrà aiutare le aziende a rinunciare alla vivisezione.

Secondo L’Oreal questo tipo di innovazione ha il potenziale per trasformare l’industria della bellezza. L’Oreal dichiara di non testare i propri prodotti sugli animali ma sul sito web dell’azienda viene specificata un’eccezione secondo cui i test sugli animali potrebbero essere effettuati se richiesti da un’autorità o per rispettare dei regolamenti di sicurezza. L’azienda definisce tale eccezione come estremamente rara.

Si tratterebbe di un problema che riguarda soprattutto la Cina, dove le autorità testano i prodotti finiti secondo le proprie regole prima di immetterli sul mercato. L’Oreal crede che i test sugli animali non siano necessari e sta lavorando con le autorità di regolamentazione cinesi in modo da modificare al più presto in meglio il quadro normativo che impone i test sugli animali per i cosmetici. Secondo L’Oreal anche la Cina dovrebbe riconoscere il valore dei metodi alternativi convalidati, come già avviene in altri Paesi.

Nel frattempo la società Organovo ha iniziato la commercializzazione di tessuto epatico umano stampato in 3D che permette di effettuare studi sulla tossicologia e test antidroga. La società prevede di espandere la propria offerta nel 2016 con il tessuto renale umano e continua a lavorare attivamente allo sviluppo di altri prodotti.

Il mondo scientifico e le aziende si stanno dunque evolvendo verso le alternative ai test sugli animali. Un cambiamento che potrà consentire ai consumatori di rivalutare l’operato di alcune multinazionali?

Marta Albè

Fonte foto: Hinews

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