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servigieniciwishforwashUn design innovativo, modulare e adattabile, potrebbe essere la mossa giusta per risolvere il problema della mancanza dei servizi igienici nei Paesi in via di sviluppo: è SafiChoo di Jasmine Burton, che punta ora a raccogliere fondi su Indiegogo per sbarcare nello Zambia.

Sembra banale per noi che viviamo in un Paese avanzato, ma avere un bagno pubblico o sapere dove trovarne uno e poterlo utilizzare in qualsiasi momento ci rende privilegiati.

Manca a miliardi di esseri umani, che si ritrovano a doversi adattare utilizzando zone all’aria aperta, una situazione che per noi sarebbe poco dignitosa ma che per loro purtroppo è la normalità. Ma si corre il rischio di contrarre malattie pericolose legate al contatto con le feci.

Si stima che circa 2,5 mld di persone non abbiano accesso ai servizi igienici e si accontentano di un buco nel terreno o di latrine poco pulite e mal progettate. 4 mila bambini muoiono ogni giorno per malattie che sarebbero sicuramente evitabili e a tutto ciò si somma lo stress emotivo che ne deriva, in particolare per le donne.

Un’azienda sta lavorando per cambiare le cose dalla Georgia, si chiama Wish for WASH e a capo c’è proprio una donna, Jasmine Burton. Insieme al suo team ha sviluppato una soluzione denominate "SafiChoo" e l’ha presentata alla Georgia Tech's 2014 InVenture competition. Il denaro che ha vinto le ha permesso di trasformarla in un progetto pilota, sperimentato al Kakuma Refugee Camp in Kenya.

safichoo

Ora l’appello è rivolto direttamente a tutti coloro che credono in questo progetto: una campagna su Indiegogo punta a raccogliere il denaro utile a sviluppare un altro programma beta nello Zambia, a Lusaka.