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climate change

Cambiamenti climatici, ecco come migliorare la ricerca internazionale sul clima. Si avvicina l'appuntamento con COP 21. A Parigi a dicembre 2015 si attendono accordi importanti sui cambiamenti climatici tra le grandi potenze del mondo.

In numerose consultazioni, da Nairobi a Berlino, i Paesi membri e gli scienziati stanno discutendo le prospettive e le valutazioni scientifiche sui cambiamenti climatici avvenute dal 1980 in poi.

La comunità scientifica punta alla necessità di ridurre il riscaldamento globale a soli 2 gradi entro la fine del secolo. Si ritiene che l'azione migliore contro i cambiamenti climatici e i loro effetti negativi riguardi la mitigazione degli impatti e il supporto per adattarsi al clima che muta.

Ma negli ultimi tempi alcuni autori dei rapporti dell'IPCC stanno riflettendo sulla necessità di approfondire la possibilità di valutare ed arginare gli stessi processi climatici in corso, per indebolire l'azione dei cambiamenti stessi.

1) Processo di approvazione

Bisognerebbe partire da un miglioramento del processo di approvazione degli interventi da mettere in cambio riguardo ai cambiamenti climatici. I rappresentanti dei Paesi membri di solito apprendono una sintesi dei rapporti scientifici sull'argomento. Dopodiché i ricercatori e autori degli studi sono liberi di esprimere il proprio punto di vista sui risultati raggiunti. Ci si chiede se le informazioni che giungono al pubblico da questo momento in poi siano del tutto affidabili o in parte mediate. Forse bisognerebbe incrementare i rapporti tra rappresentanti dei Paesi membri e mondo scientifico in modo che il lavoro svolto in quattro anni di studi non venga condensato in una presentazione sintetica di un paio di giorni.

2) Paesi in via di sviluppo

La comunicazione e gli interventi sui cambiamenti climatici prenderebbero ancora in scarsa considerazione le necessità dei Paesi in via di sviluppo. I rapporti IPCC comprenderebbero poco materiale riguardo alle zone più disagiate del mondo in cui tra l'altro i cambiamenti climatici potrebbero avere gli effetti peggiori. La letteratura scientifica sui Paesi in via di sviluppo pare sia ancora limitata. Gradualmente la situazione sta migliorando ma occorre ancora del tempo. Per velocizzare il processo sarebbe forse utile un intervento delle Nazioni Unite.

3) Semplificare le segnalazioni

La terza preoccupazione riguarda la necessità di rendere i rapporti scientifici più comprensibili e più facili da divulgare con diversi mezzi di presentazione e di comunicazione. Le presentazioni e comunicazioni dovrebbero sempre avvenire in una forma e in un linguaggio semplice da capire per i rappresentanti politici. L'IPCC potrebbe inoltre istituire dei centri di valutazioni delle problematiche regionali specifiche: ad esempio rinnovabili in Asia, stress correlato all'adattamento all'innalzamento delle temperature in Europa.

In conclusione, è evidente come il cambiamento climatico e la discussione su di esso sia un problema multiscala e multidimensionale che coinvolge diverse discipline attraverso le scienze sociali e naturali e che è rilevante per una vasta gamma di soggetti che devono avere la possibilità di discutere del problema a partire da una comprensione migliore dei messaggi del mondo scientifico.

Marta Albè

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