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eatsave 450x300Marta Zarin-Gelze è la graphic designer che si è aggiudicata la vittoria nella competizione “Think.Eat.Save - Reduce your Foodprint”. È suo il miglior ad creato allo scopo di sensibilizzare sulla tematica dello spreco di prodotti alimentari. E usa un'immagine forte per sottolineare la drammaticità del problema.

LA VINCITRICE – Marta ha soli 26 anni e viene da Riga, si è recentemente laureata all’Art Academy di Latvia. Il titolo del suo annuncio pubblicitario si chiama “The last wish was to be eaten”, si legge in una nota.

THINK.EAT.SAVE – Alle spalle della competizione – rivolta a cittadini e residenti dei 5 Paesi della fascia nordica dell’Ue, dei 3 del Baltico e della zona russa - figurano l’UNRIC (United Nation Regional Information Centre) e il Nordic Council of Ministers, ma non si tratta soltanto di una gara, visto che “Think.Eat.Save” è una vera e propria campagna che spiega anche come fare, nella quotidianità ad evitare lo spreco. A promuoverla, UNEP (UN Environment Programme) e FAO (Food and Agriculture Organization).

“Tutto il cibo prodotto dovrebbe essere consumato e non diventare spazzatura. Nei prossimi anni spero di vedere una regione del Nord dove la consapevolezza dello spreco è cresciuta notevolmente e credo che i Paesi di quest’area possano diventare gli apripista in questo sforzo”, ha dichiarato Dagfinn Høybråten, segretario generale del Nordic Council of Ministers nel corso della cerimonia di premiazione a Copenhagen.

L’IDEA VINCENTE – La stessa vincitrice ha dichiarato che l’idea di inserire delle patatine in una bara le è arrivata quando ha scoperto dal sito Web della competizione che fino al 30% del cibo prodotto viene sprecato. “Volevo suscitare un approccio emotivo, così ho utilizzato un elemento forte come una bara invece di un cassonetto. Siamo vivi grazie al cibo, ma lo buttiamo via così facilmente. Perché? Spero che tutti trovino la propria risposta”, ha spiegato.

DATI ALLARMANTI DALLA FAO – A queste riflessioni si aggiungono quelle suscitate dai dati Fao: 870 mln di persone soffrono ancora la fame. È lo stesso mondo in cui i processi di produzione per le 1,3 tonnellate di cibo sprecato consumano un volume di risorse idriche pari al flusso annuale del fiume russo Volga e aggiungono all’atmosfera 3.3 mld di tonnellate di gas serra.

Anna Tita Gallo

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