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pasta barilla senza glutineIl numero di celiaci e intolleranti al glutine è in crescita in Italia. Ed ecco che Barilla non si lascia sfuggire l'occasione e calcola il momento perfetto per lanciare sul mercato la nuova pasta senza glutine. Il prodotto è pronto per raggiungere i supermercati italiani ed esteri. Si tratta evidentemente di una strategia perconquistare il mercato - sempre meno - di nicchia del gluten-free.

Barilla è ormai da decenni una vera e propria multinazionale, con sedi di produzione negli Stati Uniti, in Grecia, Messico e altrove nel mondo. Se la pasta è uno dei simboli dell'alimentazione tipica degli italiani, non è detto che il noto marchio debba diventarlo di conseguenza - sebbene da anni, grazie al marketing, una simile associazione di idee è nata e si è diffusa soprattutto tra gli stranieri.

Ciò che è certo, è che l'azienda punta a coinvolgere nel proprio giro di vendite coloro che non possono consumare prodotto a base di glutine. Si tratta di una fetta di cittadini che fino a questo momento, per l'acquisto di prodotti senza glutine, si sono rivolti soprattutto a farmacie, negozi di prodotti biologici, punti vendita specializzati in alimenti gluten-free, soltanto per fare qualche esempio.

La sfida tra gli scaffali dei supermercati per Barilla potrebbe risultare piuttosto semplice, dato che i prodotti senza glutine, con particolare riferimento alla pasta, sono risultati presenti finora soltanto in una cerchia ristretta di marchi e di varianti. Barilla punta probabilmente a "facilitare" le famiglie nella spesa, da effettuare in un unico punto vendita, anche per i componenti con esigenze alimentari e di salute specifiche.

La nuova pasta senza glutine avrà successo? Saranno le scelte dei consumatori a determinarlo. Ciò che sembra certo, è che Barilla ha impegnato gli ultimi dieci anni nelle ricerche necessarie a presentare un prodotto dal sapore che ricordasse il più possibile la classica pasta di semola di grano duro. La strategia della multinazionale fa leva sulla presunta necessità di celiaci e intolleranti al glutine di seguire una dieta il più possibile simile, almeno per aspetto e consistenza dei prodotti, a quella della maggioranza della popolazione, basata dunque su alimenti come la pasta, a base di grano e contenenti glutine.

La pasta Barilla senza glutine sarà prodotta in esclusiva per l'Italia e per tutto il mondo dal Molino Andreani di Gravina (Bari). Sulle confezioni verrà impresso il marchio di certificazione del Ministero della Salute, "Alimento senza glutine, Prodotto erogabile". Ciò permetterà ai celiaci aventi diritto di ottenere un rimborso dal Servizio Sanitario Nazionale(un rimborso che forse nasconde una colpa da spartire tra Stato, coltivatori e produttori di alimenti a base di glutine, per quanto riguarda la crescente diffusione della malattia?).

Barilla entra dunque nel mercato della celiachia, a cui in Italia viene attribuito un valore pari a 250 milioni di euro. Il prezzo dei prodotti sarà competitivo rispetto alle piccole produzioni di pasta senza glutine, in una sfida aperta alla concorrenza. La pasta senza glutine di Barilla sarà a base di farina di mais bianco, mais giallo e riso. Ancora una volta, nessun riferimento alle farine biologiche. Secondo Barilla, infatti, biologico non è necessariamente sinonimo di salutare, sicuro, o naturale. La multinazionale dovrà dunque fare i conti con chi preferirà continuare a dare fiducia ai marchi già esistenti di pasta senza glutine ottenuta a partire da farine provenienti da cereali coltivati secondo i metodi dell'agricoltura biologica.

Marta Albè

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