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land grabbing coca colaCoca Cola si impegnerà per fermare il land grabbing. La multinazionale delle bibite gassate sembra aver ascoltato l'appello lanciato da Oxfam lo scorso ottobre, attraverso la campagna Scopri Il Marchio, rivolta alle aziende internazionali che utilizzano zucchero raffinato proveniente da circuiti insostenibili.

L'accaparramento di terra conduce le popolazioni delle zone più disagiate del mondo a trovarsi prive dei terreni su cui vivere e da destinare all'agricoltura.

La forte campagna di pressione di Oxfam avrebbe dunque centrato il primo obiettivo. Non sarebbero invece ancora pronte al cambiamento Abf e Pepsi, a cui, insieme a Coca Cola, era stato richiesto di adottare una politica di tolleranza zero rispetto al land grabbing lungo le rispettive filiere produttive.

Le realtà coinvolte dovranno inoltre rivelare, in modo del tutto trasparente, i Paesi e i produttori da cui si riforniscono di materie prime e rendere pubbliche le valutazioni sulle conseguenze che la produzione di zucchero ha sulle comunità locali. La petizione ha accolto il consenso di oltre 225 mila consumatori in tutto il mondo.

Coca Cola sfrutterà l'impegno dal punto di vista della responsabilità sociale per promuovere al meglio la propria immagine? Oxfam comunica gli impegni che la multinazionale ha deciso di intraprendere in proposito, sostenendo che la sua posizione sul tema potrà avere un impatto positivo su tutto il settore della produzione di zucchero.

Oxfam punta ad ottenere il massimo rispetto dei diritti sulla terra delle comunità di tutto il mondo da parte delle multinazionali che utilizzano zucchero tra gli ingredienti dei propri prodotti. Il colosso delle bibite gassate si è dunque piegato al volere dei consumatori? Se è davvero così, Coca Cola dovrà cambiare radicalmente modalità e standard di produzione.

La multinazionale ha annunciato di voler adottare politiche di tutela per i diritti sulla terra delle comunità dei Paesi dove operano i propri imbottigliatori. Si impegna a ricercare il consenso libero, preventivo e informato a operazioni di compravendita o acquisizione di terra per usi produttivi, ed a effettuare valutazioni ambientali e sociali indipendenti delle proprie filiere di fornitura, iniziando da 7 Paesi: Colombia, Guatemala, Brasile e successivamente India, Sud-Africa, Filippine e Thailandia.

Come richiesto da Oxfam, Coca Cola renderà pubblici i nomi dei 3 maggiori fornitori di canna da zucchero da cui si serve e sosterrà l'adozione di pratiche rispettose dei diritti sulla terra delle comunità locali a livello delle proprie sedi internazionali. Oxfam, nei prossimi mesi, monitorerà le azioni messe in campo da Coca Cola in concreto e si impegnerà a condurre Pepsi e Abf al cambiamento.

Marta Albè

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