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green mondoChi sono le aziende leader della sostenibilità? Difficile dirlo. Troppi dati, troppe classifiche, troppi indici: impossibile stabilire chi siano i migliori. E poi i criteri per stilare le top 10 non sono mai omogenei, né tutti sono d’accordo su quale sia la reale definizione di sostenibilità.

Come fare il salto di qualità e risultare davvero sostenibili agli occhi del mondo? Ecco qualche considerazione e qualche consiglio utile per chi da poco si è messo in marcia.

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA – La mancanza di classifiche non opinabili è un vantaggio per le aziende che ancora stanno cercando di organizzarsi per essere un po’ più attente alla questione, anche perché possono così evitare di concentrarsi su come apparire a chi mette a punto le classifiche e studiare meglio come apparire invece agli interlocutori più spietati e oggettivi: i clienti e potenziali tali.

UNA QUESTIONE DI VALORI – A fare la differenza è la cultura che permea l’azienda. Se tutti i dipendenti interiorizzano una serie di valori allora tutta l’azienda ne risentirà. E se tutti i dipendenti hanno ben chiare le azioni da intraprendere nel loro piccolo per risultare più green allora tutta l’azienda alla fine lo diventerà. È un percorso lungo, ma qualche consiglio può servire.

  • COINVOLGERE – In primo luogo, occorre chiamare in causa tutti coloro che operano in azienda per mettere nero su bianco proprio quella definizione di sostenibilità, quella che non esiste. Questo significa porsi una serie di domande fondamentali: come possiamo essere più sostenibili? cos’è la sostenibilità per noi? quali azioni noi possiamo intraprendere in concreto? Ovviamente, questo crea dialogo e condivisione, perle preziose per ogni azienda.
  • ESISTONO DAVVERO GLI ESPERTI? – “Sostenibilità” è un termine e un tema generico. Ma soprattutto è più una sorta di disciplina che una funzione. Davvero serve un esperto che operi all’interno dell’azienda per orientarla alle best practices? Forse occorre riflettere. E magari la soluzione è più semplice: collaborare verso un obiettivo comune.
  • GUARDARE OLTRE LA SIEPE – Spesso le aziende più virtuose sono quelle che sanno di poter fare ancora di più. Ma per essere umili bisogna smettere di puntare alle classifiche, bisogna essere curiosi, tentare nuove strade che portano alla sostenibilità, fare da apripista. E se c’è qualcuno che ha già sperimentato metodi interessanti non bisogna guardarlo come un concorrente, anzi, è il caso di imparare e copiare.
  • PARLARE AI COMPETITORS – In questo campo non esistono rivali. Il pianeta è di tutti e tutti abbiamo lo stesso obiettivo quando si parla di sostenibilità. Inoltre, i competitors – le aziende dello stesso comparto con le quali ci si dividono i clienti – hanno di fronte le stesse sfide. Si compete sul mercato, ma in questo caso è meglio collaborare.
  • POSITIVITA’ – Dal pinto di vista della comunicazione, per coinvolgere clienti e stakeholder spesso si tende ad utilizzare messaggi negativi per orientare alla sostenibilità. Il messaggio tipo è “Guarda cosa provoca il tuo comportamento”. Bisogna invece cambiare prospettiva. Anche perché, lo sappiamo tutti, un atteggiamento di difesa o di attacco è tipico di chi non ha lavorato in maniera efficiente.

Anna Tita Gallo

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