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20130923135936-2-TT-Indiegogo-Graphics-9.13.132Nessuno dovrebbe morire di lavoro, per realizzare i prodotti che acquistiamo e gli abiti che indossiamo, e nessuno dovrebbe lavorare in condizioni di sfruttamento o, peggio ancora, di schiavitù.

Da tali considerazioni di disarmante e stringente attualità (è di questa mattina la notizia dell'ennesimo incidente in una fabbrica tessile in Bangladesh), è nato Fair Trace Tool, uno strumento interattivo utilizzabile via cellulare e via computer che promuove trasparenza, sostenibilità ed equità nella catena di approvvigionamento nel settore della moda.

Fair Trace Tool, che si basa sulla lettura di un codice QR applicato agli indumenti, consente alle aziende che operano nel campo del commercio equo e solidale di condividere con l'acquirente finale le storie delle persone e delle comunità che, a vario titolo, lavorano all'interno della loro catena di approvvigionamento, rendendo ogni prodotto ed ogni fibra tessile utilizzata tracciabile fino all'origine.

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La tecnologia Fair Trace Tool - che nasce da un'idea di Scott Leonard e Matt Reynolds, di Indigenous Designs, in collaborazione con Worldways Social Marketing e alcuni brand, tra cui Alter Ego - connette l'acquirente finale dei diversi prodotti con gli artigiani, i contadini e i lavoratori che li hanno realizzati, facendo in modo che il primo possa conoscere la loro storia, l'impatto che i suoi acquisti hanno sulla loro vita e avere a disposizione dati aggiornati e affidabili sull'intera catena di approvvigionamento.

In questo modo, il Fair Trace Tool contribuisce a diffondere informazioni spesso difficilmente reperibili e spinge il consumatore ad esigere sempre più chiarezza e trasparenza quando acquista un capo di abbigliamento, promuovendo di fatto lo sviluppo del commercio equo e solidale.

L'obiettivo è che ogni brand accetti di condividere informazioni sull'origine dei propri prodotti, incentivando le buone pratiche in materia di lavoro, e che il Fair Trace Tool possa trovare la più ampia diffusione possibile. E per far sì che questa nuova tecnologia possa essere fruibile anche da parte di brand socialmente responsabili ma che, al momento, non possono permettersela, Indigenous sta raccogliendo donazioni online attraverso il crowdfounding.

Lisa Vagnozzi

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