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oxfam behind the brandsLe multinazionali delle bibite gassate e i produttori su larga scala di zucchero raffinato non hanno vita facile. Oxfam lancia un appello per chiedere alle grandi aziende del settore alimentare di fermare il land grabbing causato dall'aumento della produzione globale di zucchero.

Dietro il dolcificante più diffuso del mondo, si nasconde una verità amara. La produzione di zucchero è associata all'accaparramento di terra e alla violazione dei diritti delle popolazioni locali e dei lavoratori. Le multinazionali delle bibite gassate e i produttori mondiali di zucchero dovrebbero tremare di fronte alle nuove accuse.

Il nuovo dossier di Oxfam, parte della campagna Scopri il Marchio (Behind The Brands), porta il titolo di "Zucchero amaro: quali diritti sulla terra nelle filiere di produzione delle multinazionali del cibo?". Il documento dimostra come la maggior parte delle multinazionali alimentari sia coinvolta nel land grabbing, cioè nella consuetudine di strappare ai piccoli agricoltori dei Paesi in via di sviluppo non soltanto appezzamenti di terra da coltivare e su cui abitare, ma anche cibo e dignità.

Oxfam ha deciso di lanciare una petizione contro l'operato delle multinazionali coinvolte nello sfruttamento dei lavoratori e nella violazione dei loro diritti. Oltre a Coca Cola e Pepsi, troviamo Abf (Associated British Food), che è proprietaria del marchio Ovaltine, conosciuto in Italia per la bevanda solubile Ovomaltina.

Qual è il valore del mercato globale dello zucchero? Il commercio mondiale del dolcificante più diffuso è un business che vale oggi circa 47 miliardi di dollari. Nel 2012 la produzione di zucchero ha raggiunto la quantità di 176 milioni di tonnellate, il 50% delle quali risultano destinate all'industria alimentare. La sua produzione avviene per lo più nei Paesi in via di sviluppo, dove si concentrano coltivazioni di canna da zucchero che ricoprono una superficie di 31 milioni di ettari. Si tratta di un'area tanto estesa quanto l'Italia. Oxfam chiede alle aziende e alle multinazionali alimentari di modificare il proprio comportamento per evitare il land grabbing:

"La nostra ricerca evidenzia come il commercio di zucchero sia già oggi alla base di casi di land grabbing: sfratti ed espropri eseguiti senza il consenso e il risarcimento delle comunità che abitano su quella terra, e altri gravi conflitti legati alla proprietà della terra", ha dichiarato Maurizia Iachino, presidente di Oxfam Italia. "È necessario che le maggiori aziende del settore alimentare si dotino di politiche sufficientemente forti per contrastare l'accaparramento di terre e i conflitti che si manifestano nelle loro filiere produttive".

Oxfam chiede a Coca Cola, Pepsi e Abf di adottare una politica di tolleranza zero rispetto al land grabbing lungo le proprie filiere produttive. Dovrebbero inoltre rivelare, in modo del tutto trasparente, i Paesi e i produttori dai quali si riforniscono di materie prime, pubblicare valutazioni sulle conseguenze che la produzione dello zucchero ha sulle comunità locali, e usare il proprio potere per spingere i Governi e l'industria alimentare a rispettare i diritti delle popolazioni sui terreni dove da sempre vivono e lavorano.