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iphoneSciopero nella ormai nota Foxconn, la fabbrica che produce i pezzi dell'iPhone.

A poche settimane dal lancio del nuovo smartphone della Apple, migliaia di lavoratori a cui era stato chiesto di lavorare durante la settimana della festa della Repubblica, la cosiddetta "Golden week" cinese, avrebbero "disertato" il lavoro per ben due volte negli ultimi giorni

La scelta sarebbe anche causata dalla pressione aziendale sul controllo qualità sulle linee di assemblaggio dell'iPhone 5, oggetto per il quale americani e italiani hanno fatto la fila per ore e per giorni.

Avrebbero aderito all'agitazione tra i 3 e i 4 mila lavoratori, secondo la notizia diffusa dal China Labor Watch, associazione fondata nel 2000 a New York da esuli cinesi. Ma direzione l'impresa taiwanese nega: nessuna protesta. E si affretta a descrivere gli eventi come "due controversie che hanno interessato un piccolo gruppo di dipendenti addetti a una linea di produzione e al controllo di qualità", gli scorsi 1 e 2 ottobre.

Per il gruppo industriale si tratterebbe, infatti, di "episodi isolati" e risolti in breve tempo. "Tutte le notizie secondo cui c'è stato uno sciopero dei dipendenti - spiega la versione ufficiale - sono inesatte e non ha avuto luogo alcun fermo dello stabilimento di Zhengzhou né di qualsiasi altro impianto Foxconn, mentre la produzione è proseguita secondo la programmazione". Ma la China Labor Watch sostiene di aver avuto la notizia dagli stessi lavoratori in sciopero.

Resta purtroppo difficile controllare quanto succede in quelle fabbriche. Difficile immaginare quali siano le pressioni a cui vengono sottoposti i lavoratori, in una nazione in cui i diritti non sono garantiti, la possibilità di scioperare è una pratica fuorilegge e i sindacati praticamente non esistono.

La Foxconn, al centro delle polemiche per le dure condizioni di lavoro imposte ai suoi operai, ha un milione di dipendenti impiegati nelle sue fabbriche in varie regioni della Cina, dove vengono prodotte componenti non solo per la Apple, ma anche per altre importanti aziende di elettronica, da Sony a Hewlett Packard, a Nokia a Dell.

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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