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burger-kingBuone notizie arrivano dal settore della ristorazione veloce: Burger King, la seconda catena di fast food al mondo, ha comunicato pubblicamente che entro il 2017 utilizzerà nei suoi ristoranti solo ed esclusivamente uova provenienti da allevamenti a terra e carne di maiale acquistata da fornitori che non utilizzano le gabbie di gestazione.

La decisione ha suscitato molto clamore in quanto, per la prima volta, una delle aziende più rappresentative del settore fast-food si schiera apertamente dalla parte di associazioni animaliste e dei consumatori che chiedono maggiore considerazione verso le modalità di allevamento degli animali destinati all’industria alimentare. Burger King è infatti la prima azienda “fast food” ad impegnarsi per l’utilizzo esclusivo di uova ottenute da galline non allevate in gabbia.

La meritoria iniziativa è stata realizzata con il supporto della Humane Society of United States, la più importante organizzazione animalista degli Stati Uniti. L’impegno di Burger King, oltre ad essere un segno tangibile della crescente attenzione delle aziende verso i diritti degli animali a migliori (anche se non ottimali) condizioni di vita, avrà grandi ripercussioni su tutti i fornitori delle grandi catene di ristorazione.

Burger King, infatti, utilizza ogni anno centinaia di milioni di uova e decine di milioni di chili di carne di maiale e la sua decisione di rifornirsi solo da allevamenti “cage- free” contribuisce ad offrire a questi operatori un vantaggio competitivo nei confronti degli allevamenti tradizionali. Senza contare che, se altre catene di fast food imiteranno Burger King, la maggior parte dei fornitori di uova e carne di maiale dovranno forzatamente convertirsi a pratiche di allevamento più

A ciò si aggiunge l’evidenza che non solo la ristorazione sta orientandosi verso questo tipo di scelte. Anche giganti della grande distribuzione come Wal-Mart e Costco hanno scelto per le uova vendute con il loro marchio solo forniture da parte di allevamenti che non utilizzano gabbie. Stesso orientamento per Unilever che utilizza ben 350 milioni di uova all’anno per produrre la sua maionese Hellmann’s scegliendo solo quelle prodotte da allevamenti a terra.

Ma c’è anche un rovescio della medaglia. La United Egg Producer, associazione che rappresenta il 95% degli allevatori avicoli, sostiene che l’allevamento senza gabbie è una pratica maggiormente dispendiosa rispetto a quella tradizionale. Secondo stime la sua adozione comporterebbe un aumento del costo di produzione delle uova pari al 25%. Tutto ciò si rifletterebbe quindi sul loro prezzo: quelle allevate a terra dovrebbero essere pagate tre volte di più rispetto alle altre.

Burger King intende però sfruttare le sue economie di scala, derivanti dalla necessità di acquistare grandi quantità di materie prime. Quindi grazie a commesse consistenti, gli allevamenti “ a terra” che riforniranno il gigante del fast food potranno vedere ridotti i propri costi di produzione e si aprirà per loro la possibilità di diventare sempre più competitivi ed attrarre la domanda anche di nuove catene di ristoranti.

Un ottimo esempio di come l’atteggiamento virtuoso di un leader può influenzare positivamente tutto il settore e cambiare in meglio regole, comportamenti e prassi.

Paola Valeri

 

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