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Sono ancora troppo poche le aziende leader del settore dei beni di consumo che si impegnano davvero per ridurre il proprio impatto ambientale. Nel proprio ultimo report il WWF ha preso in considerazione l’operato di 256 compagnie e ne ha salvate, sempre con riserva, soltanto 22.

Infatti anche tra le 22 aziende che stanno cercando di impegnarsi di più per un maggior rispetto dell’ambiente esistono delle problematiche. Mancano ancora la completa trasparenza e credibilità nelle catene di fornitura e per quanto riguarda la provenienza delle materie prime.

Secondo il WWF l’impegno delle aziende per la sostenibilità non è ancora sufficiente. Tra i nomi delle multinazionali che hanno iniziato a fare dei piccoli progressi ma che devono ancora migliorare molto troviamo i soliti noti: L’Oreal, Procter & Gamble, Johnson & Johnson, Unilever, Danone, Ferrero e General Mills.

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Purtroppo finché le promesse rimarranno sulla carta e non si tradurranno in azioni concrete non potremo assistere ad un cambiamento. Le risorse naturali che si trovano maggiormente in pericolo sono le foreste, l’acqua e i suoli. La deforestazione legata alla produzione di olio di palma continua insieme al disboscamento illegale per produrre legname, carta e cellulosa.

Le aziende tendono a nascondere la provenienza delle materie prime e da questo punto di vista creano un problema di sfiducia non soltanto nei confronti dei consumatori ma anche degli investitori che vorrebbero supportarle.

Secondo il report, infatti, i dettagli di alcuni impegni aziendali restano imprecisi, evidenziando un problema più ampio, quello della trasparenza: infatti solo il 42% delle aziende pubblica informazioni relative alla sostenibilità nei bilanci annuali o report di sostenibilità.

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“Solo 22 aziende (il 9% di quelle analizzate) hanno assunto obiettivi quantitativi nel medio-lungo termine con lo scopo di far si che tutte o la maggior parte delle commodities necessarie per il loro business rispettino gli standard di certificazione raccomandati. Tra queste, due grandi aziende italiane: il gruppo cartario Sofidel, noto con il marchio Regina, e il gruppo dolciario Ferrero, che si sono distinte per le loro politiche di approvvigionamento insieme a L’Oreal, Marks & Spencer, Migros e Unilever” – ha sottolineato il WWF in una nota.

Il cambiamento è davvero possibile? Il WWF invita tutte le aziende coinvolte ad impegnarsi pubblicamente per raggiungere entro il 2020 un approvvigionamento del 100% di commodities certificate (carta, soia, olio di palma, zucchero di canna, pesci di allevamento). In aggiunta si chiede alle aziende di pubblicare concreti piani di azione di medio-lungo termine, mostrando come sarà possibile raggiungere quegli obiettivi.

Consulta qui il report del WWF su multinazionali e sostenibilità.

Marta Albè

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