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H&M e Mark & Spencer non stanno mantenendo le promesse sul salario equo per i lavoratori dei Paesi in via di sviluppo. Lo denuncia Labour Behind The Label, gruppo che lotta per i diritti degli operai che lavorano nel settore tessile.

Anna McMullen, autore principale dell’ultimo rapporto di Labour Behind The Label, 'Do we buy it?', sostiene che entrambe le aziende si proclamano etiche ma non hanno reso noti i dati dei progressi eventualmente compiuti per un maggior rispetto dei diritti dei lavoratori.

Secondo Labour Behind The Label gli operai degli stablimenti di H&M in Cambogia ora ricevono un salario leggermente più alto rispetto al passato ma non si può ancora parlare di un salario che rispetti davvero le promesse della multinazionale e che permetta ai lavoratori di vivere in modo dignitoso.

Molti operai sono costretti a lavorare senza pause e hanno contratti che limitano il loro diritto alle ferie e a ricevere dei premi di produzione. La paga media degli operai degli stablimenti di H&M in Cambogia sono pari a circa 187 dollari al mese ma i lavoratori sostengono di aver bisogno 'almeno' di 230 dollari per vivere dignitosamente.

La multinazionale non sta dunque rispettando fino in fondo le proprie promesse ai lavoratori, come ha evidenziato Labour Behind The Label nella propria indagine.

Un problema analogo riguarda Mark & Spencer. M&S ritiene di essersi impegnata per fare la differenza nel migliorare le paghe dei lavoratori e sostiene che i salari in Bangladesh siano superiori del 60% rispetto all’attuale stipendio minimo, ma secondo Labour Behind The Label ciò non basta ancora per rispondere alle richieste degli operai che vivono in una situazione di povertà.

Consulta qui il rapporto di Labour Behind The Label.

Marta Albè

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