Menu

nestle lavoro minorile cacao

La Corte Suprema americana ha rifiutato di fermare la causa intentata contro Nestlé sulla questione dello sfruttamento del lavoro minorile nelle piantagioni di cacao in Costa d'Avorio.

Come riporta la Reuters, la causa non vede al centro soltanto Nestlé ma anche due altre grandi aziende Archer-Daniels-Midland Co e Cargill. Secondo le accuse, Nestlé in passato sarebbe stata complice dello sfruttamento del lavoro minorile in Costa d’Avorio.

Pur conoscendo l’impiego di lavoro minorile da parte degli agricoltori, non sarebbe intervenuta per fermare tale pratica scorretta. La multinazionale avrebbe anche fornito assistenza tecnica e finanziaria agli agricoltori per proseguire la produzione di cacao.

Nel caso di Nestlé, la Corte d’Appello ha spiegato ai querelanti che potevano aggiornare la loro causa di fronte alla Corte Suprema. Diversi gruppi di lavoro, tra cui la Camera di Commercio degli Stati Uniti, hanno esortato il tribunale ad esaminare il caso.

Secondo le ultime stime, in Costa d’Avorio e in Ghana il problema dello sfruttamento del lavoro minorile è ancora fortemente presente e sarebbe addirittura in crescita, con oltre 2 milioni di ragazzi operativi nei campi proprio nell’età in cui dovrebbero dedicarsi a frequentare la scuola, come riporta The Independent.

Abby McGill, direttore della campagna del Labour Rights International Forum, che originariamente ha depositato la querela, ha spiegato che l’associazione lotta da molto tempo perché le vittime dello sfruttamento del lavoro minorile vengano risarcite.

Patti Rundall, tra i direttori della International Food Action Network, ha accolto con favore la notizia secondo cui il caso non è stato respinto, ma sa bene che la strada da percorrere è ancora lunga.

La Corte Suprema ha in ogni caso confermato ufficialmente il rifiuto della Corte d’Appello a dire stop alla causa contro Nestlé. L’azienda stessa aveva chiesto di fermare la causa, ma a quanto pare i ricorrenti potranno aggiornare la propria posizione.

I querelanti, originari del Mali, sostengono che Nestlé abbia supportato lo sfruttamento del lavoro minorile acquistando cacao dalla Costa d’Avorio, dove bambini e ragazzi avrebbero lavorato e ancora lavorerebbero in condizioni di schiavitù nelle piantagioni.

Nestlé negli ultimi anni ha avviato una campagna per migliorare le condizioni dei lavoratori e contro lo sfruttamento del lavoro minorile, sostenendo che tale pratica è contraria ai principi dell'azienda.

Si tratta di cause che difficilmente negli Usa vengono portate a termine poiché riguardano vicende legate a territori internazionali. Il caso comunque viene mantenuto in vita negli Usa. Bisognerà però attendere ancora per comprendere quale sarà l’esito della vicenda.

Marta Albè

Fonte foto: The Independent

Leggi anche:

GreenBiz.it

Network