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5hourenergyManoj Bhargava è uno degli uomini più ricchi del mondo. Il suo nome forse non suona familiare, ma è lui ad aver creato il 5-Hour Energy, un popolarissimo drink su cui, a dire il vero, sono stati anche sollevati dubbi relativi ai benefici. In ogni caso, il Ceo non è soltanto un ricco signore che ha guardato lievitare il suo conto in banca: quasi il 99% dei profitti sono destinati a rendere il mondo migliore.

5-Hour Energy è una bevanda energetica della Living Essentials di Wabash, Indiana, Usa, fondata da Bhargava e lanciata nel 2004. Secondo quanto si legge sul sito del prodotto, contiene vitamine, amminoacidi e nutrienti, ma niente zucchero né stimolanti vegetali. E solo 4 calorie.

Bhargava è uno dei tanti immigrati indiani degli Usa, che ora però ha in mano un’azienda da 4 mld di dollari, secondo le stime. La maggior parte di questo denaro va a finanziare un progetto chiamato Billions In Change. Al centro dell’iniziativa, un laboratorio in cui un team di ingegneri ha a disposizione strumenti di qualsiasi genere e lavora per risolvere i problemi più urgenti del mondo. E lo fanno sul serio.

Ad esempio è stata messa a punto Free Electric, una bici elettrica che consente di pedalare rimanendo nello stesso posto per generare energia elettrica fino ad alimentare un’abitazione per 24 ore. Potrebbe essere una soluzione per quelle persone che ancora vivono senza elettricità o là dove si sono verificate calamità naturali e momentaneamente le linee sono interrotte. Il funzionamento è peraltro semplicissimo e, se si rompe qualcosa, bastano conoscenze elementari per la riparazione della bicicletta, che di fatto è come una bici qualsiasi.

Lo stesso team ha tentato di risolvere anche il problema della siccità in California realizzando il Rainmaker, un desalinizzatore che rende l’acqua del mare potabile, altra soluzione che potrebbe essere utilizzata e replicata in zone particolarmente aride.

Intanto il Ceo Bhargava si è unito recentemente alla campagna Giving Pledge di Bill and Melinda Gates e Warren Buffet che chiede agli uomini più ricchi del mondo di impegnarsi per ridare i profitti alle comunità e redistribuire quindi la ricchezza.

Sembra quasi nulla in confronto la decisione di Mark Zuckerberg di donare le sue azioni di Facebook in beneficenza progressivamente, nel corso della sua vita.

Anna Tita Gallo

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