Menu

manigenitore È di queste ore la notizia che vede protagonista Jonathan Dupré, a cui i colleghi hanno regalato 350 giorni di ferie pagate in modo che possa assistere la figlia Naelle, gravemente malata, dopo un’operazione. Accade in Francia, ma anche in Italia esiste una legge che regola le cosiddette “ferie solidali”. Lo sapevate? Essere più buoni è contemplato dalla legge.

Naelle ha 5 anni e il problema dei suoi genitori, Jonathan e Marine Dupré, era quello di trovare il tempo per assisterla nella terapia post-operazione senza perdere il lavoro. Ebbene, è stato possibile grazie al regalo delle ferie dei colleghi di Jonathan e grazie alla legge del 2014 che permette a questi piccoli grandi eroi di solidarietà di farlo.

Ma anche in Italia è possibile. Il decreto legislativo del 14 settembre 2015, n. 151, infatti, include una serie di “semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183”.

Si tratta di uno dei decreti attuativi de Jobs Act, è in vigore dallo scorso 24 settembre e disciplina l’”eventuale riconoscimento, compatibilmente con il diritto ai riposi settimanali ed alle ferie annuali retribuite, della possibilita' di cessione fra lavoratori dipendenti dello stesso datore di lavoro di tutti o parte dei giorni di riposo aggiuntivi spettanti in base al contratto collettivo nazionale in favore del lavoratore genitore di figlio minore che necessita di presenza fisica e cure costanti per le particolari condizioni di salute”.

ferie

Photo Credit

In sostanza, a titolo gratuito, è possibile cedere ai colleghi riposi e ferie maturate per far sì che questi possano assistere i figli in particolari condizioni di salute, che hanno bisogno della loro assistenza. In Francia la legge prende il nome di “Legge Mathis” ed è stata approvata a maggio dopo il decesso di Mathis Germain, malato di tumore, il cui padre ha proprio ricevuto dai colleghi una serie di giorni di permesso retribuito perché potesse assisterlo e prestagli le cure dovute fino all’ultimo.

Anna Tita Gallo

LEGGI anche:

5 modi in cui gli uomini possono aiutare le donne ad affermarsi sul lavoro

Lavoratori, addio privacy? Ora il capo può controllare tablet, smartphone e spostamenti

Bimbi in ufficio 2015: oggi hai portato tuo figlio al lavoro?

GreenBiz.it

Network