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Le grandi banche europee non sono ancora sufficientemente consapevoli dei rischi aziendali legati agli sviluppi ambientali e sociali, come il cambiamento climatico, la scarsità di acqua o la produzione sostenibile. Lo svela un’analisi condotta da KPMG e WWF, “Ready or not: An assessment of sustainability integration in the European banking sector”.

UNA VISIONE INCOMPLETA - Ebbene, le banche non hanno una visione completa su rischi e opportunità per i clienti legate a tendenze ambientali e sociali possano creare rischi ed opportunità per i loro clienti:

Anche se le banche sono a conoscenza dei trend, sono interessate perlopiù alle possibili conseguenze per la loro reputazione. Molte banche non hanno una visione ampia delle conseguenze finanziare relative alle questioni ambientali e sociali, e di quanto esse influenzino i clienti e le operazioni aziendali. Questo è allarmante, perché gli impatti di questi trend sui profitti bancari sono destinati a crescere negli anni a venire. Inoltre, cresce anche la domanda di responsabilità d’impresa delle banche”, dice Barend van Bergen, partner KPMG Sustainability.

LO STUDIO – Sono state considerate 12 grandi banche europee ed emerge un approccio ai temi della sostenibilità piuttosto ristretto. In sostanza, ci si concentra solo sull’interesse o meno a finanziare alcune attività.

"Lo studio dimostra che il settore bancario nel complesso non ha ancora una risposta strategica adeguata a gestire i rischi materiali d’impresa legati alle realtà ambientali e sociali. Sviluppare un tale approccio è ciò che consentirebbe al settore bancario di passare da un atteggiamento reattivo ad un ruolo di leadership”, ha affermato Maria Boulos, Direttrice Corporate Engagement del WWF Internazionale.

Eppure le banche hanno nelle società, da sempre, un grande valore:

"Le banche forniscono il capitale necessario per consentire le attività di impresa e creare posti di lavoro. Tuttavia, tale contributo ha anche un aspetto negativo. Nel corso degli anni infatti, le banche hanno finanziato anche attività che hanno danneggiato le risorse naturali del pianeta con conseguente impatto negativo su persone e società. Come recentemente sperimentato, sono numerose le istituzioni finanziarie notevolmente compromesse per aver causato invece la distruzione di capitale, a volte con gravi conseguenze per la società", precisa van Bergen.

COSA MANCA – Occorre una valutazione più profonda di quanto le questioni sociali e ambientali possano causare rischi finanziari per i loro clienti e di quanto possano incidere sul loro bisogno di finanziamento.

Per esempio, le aziende nel settore energetico stanno affrontando crescenti rischi finanziari dal momento che l’energia rinnovabile sta diventando sempre più competitiva. Questo potrebbe avere un impatto significativo sulla solvibilità delle aziende energetiche tradizionali. Inoltre, per molte di queste aziende, passare ad un’energia più pulita crea la necessità di un finanziamento sostanziale. Oltre a ciò, in termini di credito, le banche generalmente dedicano un’insufficiente attenzione alle iniziative aziendali rivolte al miglioramento dell’ambiente e allo sviluppo di nuovi mercati, prodotti e servizi”, commenta ancora van Bergen, secondo cui, inoltre, il modo in cui le banche hanno a che fare con l'ambiente e la società ha anche un impatto crescente sul profitto finanziario della banca.

TRASPARENZA – Una delle parole chiave, come spesso accade, è “trasparenza”: “Questo significa che la trasparenza sul ruolo sociale delle banche sta diventando sempre più importante. Per esempio, analisti e investitori vogliono comprendere quali sono i rischi che le banche affrontano con gli investimenti più difficili, come ad esempio il finanziamento di attività che possono essere legate al lavoro minorile o altre violazioni dei diritti umani. Vogliono poi conoscere quali sono le misure che le banche adottano al fine di limitare e gestire i suddetti rischi, con l’obiettivo di poter esprimere un giudizio in merito alla stabilità della redditività a lungo termine della banca. Perciò, è essenziale che le banche tengano in conto quali sono i rischi potenziali che il loro comportamento responsabile implica".

Anna Tita Gallo

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