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Nonostante l'esistenza di iniziative e certificazioni approntate per porre un freno alla deforestazione, l'abbattimento indiscriminato di boschi e foreste è un fenomeno arduo da arginare, soprattutto nelle aree tropicali del Pianeta. Cosa può fare in concreto un'azienda per combattere il problema e promuovere una gestione sostenibile delle foreste?

La polemica suscitata di recente dalle parole del Ministro dell'ecologia francese, Ségolène Royal, che in un'intervista radiofonica (seguita, a stretto giro di posta, da rettifica e scuse), ha esortato a boicottare la Nutella (prodotto che, come è noto, contiene olio di palma) per salvare la Terra dalla deforestazione, ha riportato a galla una questione fondamentale nella lotta allo sfruttamento illegale di boschi e foreste.

Vale a dire: è necessario cancellare per intero i settori industriali collegati alla deforestazione? Perché, bisogna ricordarlo, al disboscamento non contribuiscono soltanto quelle filiere che vengono comunemente associate ad esso – quali legno, carta, olio di palma, carne di manzo – ma anche molte altre, nelle quali la relazione è meno nota ed evidente. È il caso, ad esempio, di medicinali, cosmetici e detergenti. Ma l'elenco potrebbe essere ben più lungo.

Come comportarsi, quindi? E, soprattutto, cosa potrebbe fare un'azienda per essere parte della soluzione e non più del problema?

È chiaro che impegnarsi per ridurre a zero la deforestazione non è facile. Ma un'azienda ha la possibilità, oltre che la responsabilità, di scegliere di essere più attenta e selettiva nei confronti della propria supply chain, lavorando con fornitori che dimostrino la volontà e la capacità di intraprendere un percorso di sostenibilità e abbandonando, invece, quanti non offrano tali garanzie.

A questo proposito, ecco 5 suggerimenti stilati dalla ONG britannica The Forest Trust (TFT) per aiutare le aziende a compiere i primi passi lungo il cammino verso la riduzione e – perché no - l'azzeramento della deforestazione:

1. Ammettere che si ha bisogno di aiuto

Il primo passo è riconoscere che, quasi certamente, c'è bisogno di apportare cambiamenti e correttivi alle modalità di approvvigionamento delle materie prime. L'intero processo può diventare più semplice se si coinvolge una società di consulenza o una ONG che possano offrire consigli sull'iter da seguire e sugli obiettivi da porsi.

2. Identificare tutti i fornitori

Per ottenere risultati, è fondamentale essere in grado di tracciare per intero la propria supply chain. Un'operazione meno facile di quanto sembri, soprattutto se si scopre che i propri fornitori diretti sanno molto poco delle fonti da cui, a loro volta, acquistano. Bisogna comunque tenere presente che, per essere in regola, i fornitori dovrebbero dimostrare di avere una conoscenza approfondita sia del settore, sia delle normative vigenti nei Paesi in cui operano.

3. Esigere i certificati

Un segnale certamente positivo è l'impiego, da parte dei fornitori, di materie prime certificate. Sia per il legno che per l'olio di palma, ad esempio, esistono certificazioni che permettono di stabilire se sono stati prodotti e commercializzati in modo legale e sostenibile. Bisogna però tenere presente che la certificazione, per quanto di aiuto, non è una garanzia assoluta di sostenibilità: basti pensare che molte ONG contestano l'effettiva efficacia di alcuni criteri e parametri comunemente utilizzati dagli enti certificatori...

4. Andare a controllare

Il fornitore è davvero trasparente? Per saperlo, gli si può chiedere se ha contatti con delle ONG ambientali, in grado di verificare e confermare la bontà delle procedure che adotta, oppure si può andare a controllare di persona.

5. Non avere paura di ricevere cattive notizie

La paura di scoprire una realtà che non piace non deve frenare lo stimolo ad indagare. Nel cammino per raccogliere informazioni e saperne di più, è possibile che si venga a conoscenza di episodi sgradevoli, così come del ricorso, da parte dei fornitori, a pratiche illegali. Ma non bisogna né avere paura né smettere di fare domande, ricordando che, per porre un freno alla deforestazione, è fondamentale risalire lungo tutta la catena di approvvigionamento, fino all'origine delle materie prime, per avere piena consapevolezza della situazione e studiare come migliorarla.

Lisa Vagnozzi

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