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McDonald's, la catena di fast-food più famosa e controversa del mondo, si è impegnata ufficialmente ad eliminare la deforestazione dalla propria filiera, utilizzando solo carni, caffè, olio di palma, cellulosa e carta prodotti in modo sostenibile.

La multinazionale, che negli ultimi anni è stata spesso al centro di polemiche per la (scarsa) qualità e (dubbia) provenienza degli ingredienti utilizzati per realizzare i propri menù ipercalorici, fa sapere di essere ancora all'inizio del processo di "liberazione" dalla deforestazione e che, nei mesi successivi, lavorerà fianco a fianco con fornitori, Governi ed ONG per elaborare, per ciascuna delle materie prime, un calendario esaustivo di obiettivi e scadenze.

Non è la prima volta che McDonald's prende posizione contro lo sfruttamento delle foreste, causato anche dall'olio di palma: lo scorso anno, l'azienda è stata tra le 92 firmatarie della dichiarazione di New York sui cambiamenti climatici, sottoscrivendo l'impegno comune a ridurre il taglio delle foreste del 50% entro il 2020 e a porre fine alla deforestazione entro il 2030.

Nel corso degli ultimi mesi, inoltre, la pressione esercitata a 360° dai consumatori sul colosso dei fast-food è stata tale da spingerlo ad operare diversi correttivi sul fronte della trasparenza e della sostenibilità. In particolare, l'azienda si è impegnata pubblicamente ad offrire ai propri clienti solo carne di polli allevati senza ricorrere ad antibiotici, oltre che cioccolato privo di grassi, ottenuto utilizzando latte proveniente da mucche non trattate con l'ormone della crescita artificiale rbST.

La notizia della mossa di McDonald's a tutela delle foreste ha acceso le speranze di attivisti e ambientalisti, che auspicano che la decisione della più nota catena di ristorazione del mondo porti ad una maggiore sensibilizzazione dell'intero settore, influenzando in modo determinante anche le scelte dei suoi concorrenti, a partire dall'olio di palma. Tuttavia, prima di gioire, i più attendono di leggere quali saranno, in concreto, gli obiettivi e le scadenze che l'azienda si darà per ciascuna delle materie prime coinvolte.

In particolare, David McLaughlin, Vice presidente del WWF in materia di sostenibilità alimentare, ha dichiarato che la scelta di McDonald's potrebbe avere un impatto molto significativo a livello globale, date le imponenti dimensioni della sua filiera.

Anche la Union of Concerned Scientists (UCS), che di recente aveva rimproverato a McDonald's gli scarsi miglioramenti ottenuti sul fronte dell'utilizzo di olio di palma sostenibile, ha accolto la notizia con favore. Si tratta, fa sapere l'UCS, di un "segnale forte", potenzialmente in grado di definire un "nuovo standard per l'intero settore", anche se se ne potrà determinare il vero valore solo quando McDonald's fornirà dettagli sull'approvvigionamento delle singole materie prime.

Lisa Vagnozzi

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