Menu

intel conflict mineralsIntel porta avanti le promesse dello scorso gennaio e annuncia che la propria catena produttiva sarà completamente conflict-free. Stop ai minerali legati ai conflitti armati nei Paesi in via di sviluppo dal 2016.

All’inizio di quest’anno l’azienda aveva annunciato che dal 2014 tutti i microprocessori sarebbero stati conflict-free. Ora la speranza è che la regola si estenda realmente a tutti i prodotti. Intel ha dunque alzato la posta in gioco. Del resto le aziende, per mantenersi competitive, devono dare ascolto sia alle richieste di mercato che alle proteste dei consumatori.

Intel ha deciso di prendere posizione per fare in modo che i minerali importati dal Congo siano sempre conflict-free. In questo modo la multinazionale si è schierata in prima linea e vorrebbe essere d’esempio per altri colossi informatici e tecnologici. Intel si oppone alla pratica di utilizzare i fondi derivanti dalle estrazioni minerarie per finanziare i conflitti nella Repubblica Democratica del Congo.

L’azienda ha deciso di dare visibilità al proprio impegno dal punto di vista della CSR con infografiche semplici da consultare per dimostrare sul web come vengono utilizzati i conflict mineral nei computer, non soltanto per realizzare microprocessori, ma anche fotocamere e caricabatteria.

Intel ha inoltre messo a disposizione una mappa che indica dove, nella Repubblica Democratica del Congo e in aree limitrofe, i minerali sotto accusa vengono estratti e poi lavorati, dal punto di raccolta, alla manifattura, fino all’acquisto dei prodotti finiti. Forse Intel, dando ascolto ai consumatori, ha trovato la soluzione al problema dei conflict mineral.

Altre aziende che operano nel settore informatico e tecnologico dovrebbero sapere che esistono sempre più possibilità di reperire minerali conflict-free. Ad esempio grazie al Conflict Free Smelter Program. Si tratta del principio di un cambiamento: le aziende che tengono conto delle esigenze etiche dei consumatori dovrebbero abbandonare i prodotti ottenuti dalla violazione dei diritti umani, dallo sfruttamento e dal supporto economico alla guerriglia armata.