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brasile mondiali 2014I Mondiali di Calcio 2014 in Brasile si svolgeranno all’insegna della sostenibilità? Il Governo brasiliano ha da poco annunciato le proprie misure in proposito, mentre la Fifa si trova tra le società più criticate segnalate dal rapporto RepRisk per il 2013 riguardo lo sfruttamento dei lavoratori in Qatar in vista della Coppa del Mondo 2022.

A Brasilia lo scorso 27 maggio sono stati annunciati gli interventi per migliorare la sostenibilità in vista della manifestazione sportiva internazionale, con particolare riferimento agli hotel, al turismo e al settore dei servizi.

Il ministro dell’Ambiente brasiliano, Izabella Teixera, ha annunciato che la Coppa del Mondo darà un contributo significativo alla sostenibilità, grazie alle azioni messe in campo durante la preparazione dell’evento.

Ha sottolineato che sono stati compiuti diversi passi avanti nella gestione dei rifiuti e nello sviluppo delle infrastrutture destinate all’accoglienza dei turisti, con particolare attenzione ala riduzione delle emissioni di gas serra nelle grandi città. È stata incoraggiata la produzione di alimenti sostenibili. Alle aziende che si saranno impegnate di più in tal senso verranno assegnati speciali riconoscimenti.

Si punta a migliorare il riciclo dei rifiuti a Rio de Janeiro e a supportare l’agricoltura ecologica. Tra le priorità del Governo brasiliano troviamo l’impiego di materiali riciclati per la costruzione e l’espansione degli stadi e il ricorso alle nuove tecnologie e alle rinnovabili per difendere l’ambiente.

Il turismo sostenibile sarà incentrato sulla riscoperta della cultura e delle tradizioni brasiliani, legate allo sport e non solo. Il Brasile ha inoltre stanziato un fondo da 215 milioni di dollari per proteggere a lungo termine la foresta amazzonica. Il denaro arriverà da partner pubblici e privati e l’iniziativa vede la partecipazione del WWF.

Dal punto di vista dell’alimentazione, l’asse Brasile-Italia permetterà la promozione del cibo Made in Italy ai mondiali, grazie alla campagna #iomangioitaliano, che coinvolgerà la nostra nazionale, che darà sostegno alla diffusione dei prodotti agroalimentari italiani di qualità.

In vista dei mondiali, però, non tutto in Brasile è rose e fiori. Il Governo ha puntato molto sulla realizzazione di infrastrutture per l’accoglienza turistica, ma i lavori sarebbero tuttora in corso nelle 12 città dove verranno disputate le partite. Le opere relative ai trasporti rischiano di non essere completate in tempo a Natal, mettendone a repentaglio l’immagine di nuova città sostenibile. Soltanto 1 progetto su 7 fino a questo momento sarebbe stato davvero portato a termine.

Inoltre, proprio la località di Natal è stata inserita tra le realtà che hanno condotto gli investimenti meno trasparenti nel 2013 in vista dei mondiali, secondo le valutazioni dell’Ethos Institute. La speranza è che per la realizzazione degli stati siano stati davvero richiesti e ottenuti i permessi ambientali necessari, come stabilito dalla Fifa.

Per la riduzione delle emissioni inquinanti da parte delle aziende il Governo brasiliano ha deciso di ricorrere allo stratagemma della compravendita dei crediti di carbonio. La compensazione dell’emissione di sostanze nocive avviene così sul mero piano economico, senza rispettare davvero l’ambiente.

Nonostante le apparenti buone intenzioni, sia la Fifa che il Governo del Brasile stanno affrontando pesanti critiche, che sono state espresse soprattutto attraverso le proteste dei cittadini contro al disuguaglianza e la corruzione. Tra le decisioni più controverse, troviamo l’allontanamento di oltre 1 milione di persone dalle favelas, per consentire la costruzione di nuove infrastrutture.

Risultano controverse anche le ingenti somme che il Governo avrebbe preso in prestito dalle banche statali. In vista della Coppa del Mondo sono già stati spesi 9 miliardi e molte delle strutture realizzate, come lo stadio di Manaus, in Amazzonia, probabilmente non verranno mai riutilizzate in futuro, nonostante i grandi investimenti che la loro costruzione ha richiesto.

A tutto ciò si uniscono le già citate accuse di sfruttamento dei lavoratori rivolte alla Fifa in vista della Coppa del Mondo 2022 in Qatar, in attesa che prima o poi si possa dare vita ad un evento sportivo internazionale davvero sostenibile e nella completa trasparenza. Per ora questo resta un sogno lontano.

Marta Albè

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